Basta poco…
Aprile 3, 2009
per sentirmi meglio dovrei solo infilare le mani in una ciotola di farina di grano tenero o di fagioli rossi messicani secchi…o girare con un grosso cucchiaio di legno un secchio di vernice rossa. O correre scalza su un prato che ha ancora la brezza della notte, o su una spiaggia bianca dopo un temporale estivo. O ascoltare, fuori da un asilo, le urla dei bimbi durante la ricreazione o il canto delle mondine di inizio secolo in una giornata di sole di maggio.
Basterebbe poco…
Che poi alla fine…
Aprile 2, 2009
…conta chi rimane o chi ha partecipato?
I piedi stanchi sono sintomo di eccessiva delicatezza o di dura fatica?
Chi più pensa meno agisce o agisce meglio?
E il dolce va mangiato prima o dopo il caffè?
Che poi alla fine ognuno ha la sua idea…
Sensazioni e azioni
Aprile 1, 2009
Rispondo alle telefonate.
C’è il sole.
Ho gli occhi stanchi.
La temperatura si è alzata.
E’ difficile.
…back…
Marzo 31, 2009
Non era stato un abbandono definitivo il mio non ci credeva nessuno tantomeno io ma la vita è una spirale e riesce ad ingannarti e a farti invertire l’ordine di priorità delle cose e finisci per mettere al primo posto la vita fuori piuttosto che la vita dentro novità quasi zero a parte le delusioni ma quelle non sono novità sono solo il ripetersi incessante dei saperi condivisi come quando ti senti dire ma come non sapevi che questo giochetto funzionava così rispondi di si ma dentro poi ogni giorno si spezza qualcosa e cerchi di recuperare con un sorriso di quelli che appartengono alla categoria della gente fintamente vissuta
Non mi spaventa più la perdita delle cose materiali e non che mi avesse mai spaventato abbastanza però poi ognuno ha qualcosa a cui è legato da sempre e anche a costo di passare per superficiale non vorrebbe staccarsene mai ecco adesso sono nella fase evolutiva per cui mi aspetto di iniziare a levitare da un momento all’altro sopra le altre teste che mi osservano e si aspettavano da tempo qualcosa così li accontenterò come ho sempre fatto come credevano fosse dovuto
Penso che avrei potuto pensare ad un ritorno migliore ed in grande stile ma se lo sarebbero aspettato tutti e allora non vale
Le evoluzioni del peggio
Settembre 25, 2008
Si dice che al peggio non ci sia mai fine.
Lo sto imparando. In realtà è da un po’ che lo imparo, visto tutto quello che mi circonda.
La sottile linea rossa che separa la disperazione e la forza d’animo ancora resiste e mi ci attacco con tutta me stessa. Ma fino a quando durerà?
Il corso fuori Roma procede bene. Sono fortunata ad avere amiche come quelle che ho: mi distraggono, consciamente o no, da tutto quello che ho alle spalle e da tutto quello che ho nella testa.
Mai visto (dati certi alla mano) un settembre così atipico, alemno dagli ultimi 300 anni.
Ho un elefante che vuole spuntarmi sul mento. Non lo tocco per paura che si ingrossi fuori misura e mi faccia sembrare la cugina scema della befana.
Divoro libri. Il blog è abbandonato a se stesso da tempi immemori. Oggi è un puro e semplice caso.
Vado a farmi una doccia. Questa giornata sarà ancora lunga ed estenuante.
I manici dei coltelli
Luglio 7, 2008
Devi sapere che la corda troppo tirata, prima o poi si spezza.
Si, ma la pazienza è la virtù dei forti.
Se la metti su questo piano, devi sapere che senza soldi non si canta messa.
E che mi dite del fatto che i soldi non fanno la felicità?
—urla—
Ci credete ancora in questa causa?
No.
Allora, io non so più che dire.
Posso solo dire che questo è un gioco al massacro.
Il nostro.
Sparizioni
Giugno 24, 2008
Nessuna intenzionale rinuncia. Nemmeno abbandono.
E’ che questa è proprio la stagione delle piogge. Con l’ombrello rotto.
Anche se non sembra. Ci sono.
Non dimenticatemiiiiiiiiiii!!!!!
Wishin’ and hopin’…
Aprile 28, 2008
Lentamente.
Tre passi avanti ed uno indietro.
Non si può avere fretta.
Ci vuole pazienza.
La stessa che abbiamo messo per arredare il terrazzo.
Ora c’è verde al terzo piano.
Si vede dalla strada.
Sentiamo il profumo dei fiori mangiando all’aperto.
Ho scoperto che pitturare e scartavetrare può avere i suoi risvolti positivi.
Non solo dolore ai muscoli.
Anche tranquillità.
Male
Aprile 17, 2008
A chi mi chiede come va, ora non rispondo più bene.
Perché ho preso consapevolezza che non solo è un periodo buio, ma che non sta neppure terminando nel breve termine, almeno.
Sono assorbita completamente da tutti i mali che coinvolgono la mia famiglia. Passo da ospedali, lavoratori, dottori e istituzioni. Casa mia è solo un ripiego, perché di notte non posso proseguire i miei giri vorticosi del giorno. Il computer e internet solo un mezzo per accorciare le distanze con qualche professionista del nord che propina soluzioni, paventa conoscenze e distribuisce illusioni.
Non credo quasi più a niente. Solo alla speranza, tutta interna e personale. Che ogni tanto scompare.
Ma che ritrovo in un abbraccio, quando di notte, finalmente, scoppio in lacrime.
Non chiedetemi perchè e per come!
Marzo 28, 2008
E alla fine mi sono presa la mia pausa di riflessione. Dal mondo del web, si intende.
Da queste parti sono sul play, accelerato, il tasto pause si è scassato già da tempo.
Il periodo non è rosa. Se dovessi definirlo con un colore credo adotterei il marrone.
Quello della merda.
Ma tant’è: qua stiamo e cerchiamo di starci al meglio.
Il bello è che gli oroscopazzi mi dicono (testuali parole!) “la svolta è dietro l’angolo, cambierà tutto in positivo
e non avrai tempo di ricordare le tempeste”. E me lo dicono da dicembre.
Sarà che neppure la primavera è ancora arrivata.
È passato il mio compleanno, sottotono.
È passata la Pasqua, sottotono.
Non vorrei che passassero anche ferragosto e Natale prossimi sottotono, perché…che palle!
Comunque. Sono viva.
Sono solo impicciata a districare il bandolo della matassa.
Se non fosse per sto maledetto gatto che me la incasina sempre di più.
NO.
Marzo 13, 2008
NO.
…è la tua risposta definitiva?
Marzo 4, 2008
Il momento preciso del giorno esatto in cui tua madre, per la prima volta, ti chiede sei felice, ti senti schiacciata ad un muro con una decina di fucili puntati sulle tempie. La prima reazione è quella di pensare al perché te l’abbia fatta proprio quella domanda. Tua madre che per non essersi posta il problema qualche anno fa, è stata capace di mettere in primo piano i suoi affetti alla tua felicità. Sembro triste? Insoddisfatta? E mentre contempli queste ipotesi ti immagini in mezzo alla gente, con gli occhi degli altri. Come sembrerò alle persone che mi circondano? Le occhiaie delle notti insonni vengono interpretate male? I chili persi vengono tradotti in infelicità? Le risate hanno un ché di isterico anziché di rilassato? E mentre giri il film della tua vita semi sociale pensi a come dovrebbe essere una persona felice, allora. Quale sano aspetto da pubblicità mielosa si confà ad una persona felice? Quali colori indossa per raccontare al mondo quanto bene le va la vita? E nel frattempo dai uno sguardo alla tua figura dall’alto al basso. Capelli: neri. Occhi: neri. Maglia: nera. Gonna: nera. Calze: nere. E non mettere la scusa degli stivali che sono marroni perché mica regge. Decisamente il colore oggi non aiuta. Passiamo all’umore allora: nero. Ma è davvero da queste cose che si distingue una persona felice da una infelice? Cos’altro posso prendere in considerazione per tastare il grado della mia felicità. Se canti, sei felice? O sei solo scemo? O cerchi solo distrazione? Se resti in silenzio per la maggior parte della giornata, sei infelice? O cerchi di concentrarti? O pensi a qualcosa di talmente piacevole che col cavolo che ce lo racconti?
Ci penso su. Lei è ancora li che aspetta una risposta. Che faccio? Contrattacco aggirando l’ostacolo e chiedendo perché me lo chiedi con l’aria più innocente del mondo? No. Con lei non reggerebbe. E allora dico la verità. Si. Si, mamma, sono felice. Nonostante i problemi, nonostante i pensieri, nonostante le paure e le preoccupazioni che ho intorno, io sono felice. Anche se oggi vesto di nero, magari non parlo e non sorrido. Anche se non mi spiego il perché di questa domanda.
Monopoli
Marzo 3, 2008
(Siamo al via) Si prevedono grossi sacrifici all’orizzonte.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Tiro i dadi) Alto rischio, qualunque strada si percorra.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Costruisco una casa o passo) Le indecisioni sono all’ordine del giorno.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Aspetto che arrivi il mio turno) Sarò coinvolta in prima persona.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Tocca a me) …
Ma alla fine del gioco, il premio, sarà la tranquillità?
Da un po’…
Febbraio 26, 2008
…non va.
Prima una settimana di influenza.
Poi un periodo decisamente negativo.
…e per fortuna che c’è Sanremo…
Ma si tornerà alla grande.
Me lo sento.
O no?
τήξη
Febbraio 13, 2008
La pasta è in pentola. Il tortino in forno, gli spinaci in padella. Il tavolo è pronto. Stanchi, ci aggiriamo in casa come se avessimo ancora troppe cose da fare, ma no…è un momento di quelli in cui non ha nulla da fare, in cui sei sospeso tra una cosa fatta e quello che ti aspetta. Mi appoggio al piano di legno, in cucina. Si avvicina. Un buffetto sul naso, che potrebbe sembrare distratto. Un abbraccio che mi lascia senza fiato. Mi gira un po’ la testa. E mi chiede
“Capita anche a te?”
“Cosa?”
“Di sentire la voglia di fonderti con me…”
“Di sciogliermi e mescolarmi, di essere un tutt’uno, di non avere più i limiti del corpo, in un abbraccio totale…?”
“Si…capita anche a te…”







