liberaMente

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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

…tu…

…sei l’estate che vorrei potesse non finire mai.

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Sensazioni e azioni

Rispondo alle telefonate.

C’è il sole.

Ho gli occhi stanchi.

La temperatura si è alzata.

E’ difficile.

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…back…

Non era stato un abbandono definitivo il mio non ci credeva nessuno tantomeno io ma la vita è una spirale e riesce ad ingannarti e a farti invertire l’ordine di priorità delle cose e finisci per mettere al primo posto la vita fuori piuttosto che la vita dentro novità quasi zero a parte le delusioni ma quelle non sono novità sono solo il ripetersi incessante dei saperi condivisi come quando ti senti dire ma come non sapevi che questo giochetto funzionava così rispondi di si ma dentro poi ogni giorno si spezza qualcosa e cerchi di recuperare con un sorriso di quelli che appartengono alla categoria della gente fintamente vissuta

Non mi spaventa più la perdita delle cose materiali e non che mi avesse mai spaventato abbastanza però poi ognuno ha qualcosa a cui è legato da sempre e anche a costo di passare per superficiale non vorrebbe staccarsene mai ecco adesso sono nella fase evolutiva per cui mi aspetto di iniziare a levitare da un momento all’altro sopra le altre teste che mi osservano e si aspettavano da tempo qualcosa così li accontenterò come ho sempre fatto come credevano fosse dovuto

Penso che avrei potuto pensare ad un ritorno migliore ed in grande stile ma se lo sarebbero aspettato tutti e allora non vale

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Le evoluzioni del peggio

Si dice che al peggio non ci sia mai fine.
Lo sto imparando. In realtà è da un po’ che lo imparo, visto tutto quello che mi circonda.
La sottile linea rossa che separa la disperazione e la forza d’animo ancora resiste e mi ci attacco con tutta me stessa. Ma fino a quando durerà?

Il corso fuori Roma procede bene. Sono fortunata ad avere amiche come quelle che ho: mi distraggono, consciamente o no, da tutto quello che ho alle spalle e da tutto quello che ho nella testa.

Mai visto (dati certi alla mano) un settembre così atipico, alemno dagli ultimi 300 anni.

Ho un elefante che vuole spuntarmi sul mento. Non lo tocco per paura che si ingrossi fuori misura e mi faccia sembrare la cugina scema della befana.

Divoro libri. Il blog è abbandonato a se stesso da tempi immemori. Oggi è un puro e semplice caso.

Vado a farmi una doccia. Questa giornata sarà ancora lunga ed estenuante.

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Sparizioni

Nessuna intenzionale rinuncia. Nemmeno abbandono.
E’ che questa è proprio la stagione delle piogge. Con l’ombrello rotto.
Anche se non sembra. Ci sono.

 

Non dimenticatemiiiiiiiiiii!!!!!

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Wishin’ and hopin’…

Lentamente.
Tre passi avanti ed uno indietro.
Non si può avere fretta.
Ci vuole pazienza.
La stessa che abbiamo messo per arredare il terrazzo.
Ora c’è verde al terzo piano.
Si vede dalla strada.
Sentiamo il profumo dei fiori mangiando all’aperto.
Ho scoperto che pitturare e scartavetrare può avere i suoi risvolti positivi.
Non solo dolore ai muscoli.
Anche tranquillità.

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Male

A chi mi chiede come va, ora non rispondo più bene.

Perché ho preso consapevolezza che non solo è un periodo buio, ma che non sta neppure terminando nel breve termine, almeno.

Sono assorbita completamente da tutti i mali che coinvolgono la mia famiglia. Passo da ospedali, lavoratori, dottori e istituzioni. Casa mia è solo un ripiego, perché di notte non posso proseguire i miei giri vorticosi del giorno. Il computer e internet solo un mezzo per accorciare le distanze con qualche professionista del nord che propina soluzioni, paventa conoscenze e distribuisce illusioni.

Non credo quasi più a niente. Solo alla speranza, tutta interna e personale. Che ogni tanto scompare.

Ma che ritrovo in un abbraccio, quando di notte, finalmente, scoppio in lacrime.

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Non chiedetemi perchè e per come!

E alla fine mi sono presa la mia pausa di riflessione. Dal mondo del web, si intende.
Da queste parti sono sul play, accelerato, il tasto pause si è scassato già da tempo.
Il periodo non è rosa. Se dovessi definirlo con un colore credo adotterei il marrone.
Quello della merda.
Ma tant’è: qua stiamo e cerchiamo di starci al meglio.
Il bello è che gli oroscopazzi mi dicono (testuali parole!) “la svolta è dietro l’angolo, cambierà tutto in positivo
e non avrai tempo di ricordare le tempeste”. E me lo dicono da dicembre.
Sarà che neppure la primavera è ancora arrivata.
È passato il mio compleanno, sottotono.
È passata la Pasqua, sottotono.
Non vorrei che passassero anche ferragosto e Natale prossimi sottotono, perché…che palle!

Comunque. Sono viva.
Sono solo impicciata a districare il bandolo della matassa.
Se non fosse per sto maledetto gatto che me la incasina sempre di più.

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NO.

NO.

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Promemoria o riflessione?

Ho 2 soppracciglia. Quello sinistro è un po’ curvo. Mi da un espressione particolare. Quando rido lo faccio a metà, quando piango lo faccio a metà. Se guardo qualcuno sembra che abbia lo sguardo strano e se mi guardo allo specchio credo di non essere simmetrica.

C’è il sole, ma c’è anche il freddo. Ho messo 1 bottiglietta d’acqua sulla finestra per riscaldarla un po’. Ho sempre avuto i denti troppo sensibili.

Leggo tutte le mail che mi arrivano, e a tutte rispondo. Oggi ne avevo 28.

Domani siamo a cena fuori tutti insieme e sabato siamo tutti a cena a casa mia. Stasera probabilmente siamo a cena dai miei. 3 mangiate di lusso.

Gli stivali numero 39 non mi fanno più male. Li ho messi con la pioggia, la pelle si è ammorbidita e ora sono comodi. E belli.

Ieri, con una folata di vento, qualcosa è entrato nel mio occhio alle ore 09.23. Ne è uscito un pezzettino di cemento, alle 19.53. Questa notte non ho chiuso occhio.

Dovrei leggere 156 pagine di documenti per un progetto. Prima li trasforo da pdf a doc. Li traduco. Li accorcio. E poi li stampo. Non posso stare troppo al pc.

Ho solo 4 minuti per non pensare a niente. Una sigaretta. Lasciatemela fumare.

 

 

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Trattato sulle teorie dell’apprendimento moderno

Le cose si imparano per “trasferimento”, o per “osmosi”.
In genere, il trasferimento include un certo grado di consapevolezza che l’osmosi non prevede: nel primo apprendi per una specie di imposizione esterna, nella seconda apprendi per natura. Ed è così che per osmosi si impara quello per cui si è portati e per trasferimento, in base all’elasticità mentale, un po’ tutto. Se si nasce con l’animo di una sarta, verrà naturale notare cuciture, prestare attenzione a rifiniture ed imparare con molta facilità come si debba fare un orlo e magari trovare soluzioni originali per riattualizzare quella vecchia gonna della nonna. Allo stesso tempo, se si nasce con l’anima del meccanico, sarà più semplice aiutare l’amico in panne con la propria auto. Non che questo condizioni tutta un’esistenza, se non nella misura in cui alcune volte possiamo sostenere enunciati del tipo “Probabilmente se non avessi deciso di diventare Avvocato sarei diventato sicuramente un cuoco”.Il processo osmotico, per definizione, non prevede accettazione da parte del ricevente e non prevede attivazione da parte del donatore. Ovvero non prevede quello che succede nel trasferimento: “Ora ti insegno a guidare”. “Grazie, da dove si inizia?”.“Metti il piede qui, la mano qui, la cintura così”. “Se spingo questo pedale cosa succede?”. “Procedi in questo senso”. Ecc. L’osmosi è silenziosa, il più delle volte invisibile ed inconsapevole. Molte volte si attiva contemporaneamente al processo della curiosità. Avviene spesso attraverso la tecnica dell’osservazione partecipante e non accetta quasi mai di mutarsi in trasferimento, palesando il suo processo agli occhi dei partecipanti. Per osmosi ho imparato a cucinare, ad utilizzare il pc, a truccarmi, a stirare, a dipingere, ad aggiustare le parti elettriche degli elettrodomestici, a civettare, a raccogliere patate e pomodori, a nuotare, a fumare, a lavorare e probabilmente ad amare. Per trasferimento ho imparato a parlare, a leggere, a cucire, a scrivere, a camminare, a fare il pane, ad andare in bicicletta, a stare in mezzo alla gente, ad attaccare un quadro, a pulire casa, a pagare le bollette,  a rifare il letto. Mi incuriosiscono questi processi di apprendimento. Ci tornerò su.  
   
Tutto questo è stato partorito dalla mia insana mente, mentre ero nel traffico in macchina sotto la pioggia.
Per fortuna non guidavo io.     

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Di gas e altre magie…

Io non so cosa sia quel calore che fuoriesce dai pezzi di metallo che penzolano dai muri di casa mia.
Io non so come mai l’acqua dei rubinetti non mi blocchi più la circolazione e faccia fumo caldo.
Io non so come mai se spingo e giro un piccolo pomello del piano cottura, dai buchini esce una specie di fiammella blu.

So solo che sono venuti dei maghi questa mattina e dopo qualche colpo di bacchetta magica….

….mi hanno trasportata nel XX secolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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…I’m shacking up…

Se mi chiedessero di mettere nero su bianco tutto quello che ho dentro, come in un tema poco creativo delle scuole medie, entrerei in crisi. Non tanto per un improvviso congelamento delle dita visto il freddo che ho in questo momento, quanto per un’impossibilità, consapevole o meno, di  sospendere un pensiero per renderlo fermo ed esplicabile. Da quando vivo questo mio nuovo stato civile, peraltro non riconosciuto dagli dèi pagani, religiosi e civili, ho una marea di cose a cui pensare, da fare, da disfare ecc, ecc. La sensazione più bella è stata quella di ieri sera, tornati dal fine settimana dai suoi, dai quali è stato difficile staccarci, rientrando in casa e pensando di stare ancora un po’ male per l’arrivederci, ci siamo guardati e abbiamo capito per la prima volta che eravamo tornati a casanostra: si, tutto d’un fiato che rende meglio. Sta crescendo lentamente, prende forma e colore, assume i nostri tratti, con i suoi faretti e le mie stoffe, con i suoi incastri e le mie sovrapposizioni. Ci manca il viaggio all’Ikea e il quadro è completo. E l’albero. Lo faremo al risparmio questo Natale, ma l’albero non mancherà. Lo dicevo io che dovevo conservarlo tutto quel polistirolo dei mobili…i pacchetti che attaccherò insieme alle palline e alle luci saranno a costo zero ed effetto assicurato…

 

Passando alla mia vita fuori dall’alcova, ho rivisto Alessia finalmente dopo un sacco di tempo (e Pietro che non crede che quello che scrivo è anche per tenere aggiornata lei). E poi ho sentito Antonella, rivisto Flavia, Mariangela e Marta, rivisto Spiro, appreso di cambiamenti, novità nella vita di tutti, praticamente. E vorrei sentire altre persone che non sento da tempo, chiedere morbosamente di tutto quello che è stato dopo quel distratto e poco convinto cisentiamopresto di circostanza, di quello che è ora, avrei voglia di chiedere come stai? stavolta convinta e attenta alle inflessioni meno visibili della voce. Una alla volta le chiamerò queste persone. E magari tra un vaffa e un ciao smorzato tra i denti, qualcuno contento di risentirmi nonostante tutto, ci sarà…

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Ripresa lavori

Dopo un fine settimana lungo come questo ci vorrebbe una settimana di vacanza per riprendersi!
Inutile dire che sono stata benissimo la notte del 31 e anche dopo…

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Ci siamo divertiti come i matti…(ma perchè? I matti si divertono??? 😕 )
Abbiamo (come previsto) mangiato ogni ben di Dio…

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Senza perdere la leggerezza necessaria per “volare” sulle nostre scope!

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…O per suonare fino alla mattina…

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…e Ballare intorno al fuoco…

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Insomma…se passate dalla ciociaria…sapete che non sbagliate!!!!!

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…All Hallows’Eve day…

Eccoci…alla Vigilia di Ognissanti…

Il succo è che domani non si lavora, così, questa sera noi si festeggia in un bosco, con un falò e un pentolone…ma niente streghe da bruciare…solo la polenta calda con il sugo di spuntature. Per noi una scusa quindi…per festeggiare, ballare e mangiare alla grande. Tutti travestiti, uomini e donne…
Della casetta nel bosco mi hanno detto squisitezze architettoniche e magiche…chissà…

Nessuno vorrà vestirsi da Jack..ache se insieme alla polenta mangeremo zucche cucinate dalla migliore cuocastrega che la ciociaria offre…Graziella…

Non so cosa farete voi stanotte…
Me lo volete dire?
 

 

 

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