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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

di notti ed altri demoni

Mi capita spesso di desiderare un foglio e una matita per appuntare di corsa quello che mi passa per la mente.
Il fatto di non trovare nè l’uno nè l’altra mi ha portato ad essere maestra in quell’esercizio mentale che mi piace definire come ritenzione dei pensieri.
Per non perdermi nulla capita anche a volte che parli a voce alta dando corpo all’immateriale.
E mi faccio domande mi do risposte cerco di chiudere i cerchi che i fumi mentali disegnano spezzati nella mia mente.
Il fatto che io torni a scrivere è del tutto indipendente dalla mia volontà.
Se fosse dipeso da me avrei ripreso da molto tempo.
E mi trovo con vernice scolorita per tele impolverate e pennelli secchi.
Basterà un po’ di solvente per il mio smalto?

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τήξη

La pasta è in pentola. Il tortino in forno, gli spinaci in padella. Il tavolo è pronto. Stanchi, ci aggiriamo in casa come se avessimo ancora troppe cose da fare, ma no…è un momento di quelli in cui non ha nulla da fare, in cui sei sospeso tra una cosa fatta e quello che ti aspetta. Mi appoggio al piano di legno, in cucina. Si avvicina. Un buffetto sul naso, che potrebbe sembrare distratto. Un abbraccio che mi lascia senza fiato. Mi gira un po’ la testa. E mi chiede 
“Capita anche a te?”
“Cosa?”
“Di sentire la voglia di fonderti con me…”
“Di sciogliermi e mescolarmi, di essere un tutt’uno, di non avere più i limiti del corpo, in un abbraccio totale…?”
“Si…capita anche a te…”

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…va bene lo stesso?

…fare gli auguri di Natale il giorno di Santo Stefano?
E’ che questo Natale…bho…mica mi è sembrato tanto Natale…
Tanti auguri a che si chiama Stefano…

E arrivederci a dopo capodanno, gente!

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It could depend on your take

Il passato fine settimana è stato intenso tanto che stamattina la sveglia suonava e io avrei voluto che fosse solo un sogno ma tanto sapevo che non era e sono corsa in cucina a fare un caffè da portare sul comodino e uno per me che avevo voglia dei biscotti al cioccolato che abbiamo comprato sabato. Ho gli occhi rossi di chi ha dormito poche ore o di chi ha pianto abbastanza da avere dolore alle guance e ho freddo anche se il sole scalda e impigrisce. Venerdì grande serata per il compleanno di Gioia che sorrideva come sempre con tutte noi vecchie glorie anche se Laura aveva capito vecchie troie e ci siamo fatte una risata che non ci offendiamo mica e poi abbiamo brindato mangiato e brindato e mangiato e litigato ma senza crederci più di tanto perchè alla fine non me ne frega niente. Abbiamo cenato da Silvia in pochi e tutti ancora sfatti per il cambio dell’ora e per il compleanno di Gioia e i piatti erano meravigliosi e colorati che volevo rubarli e i peperoncini rossi al posto dei fiori mi piacciono come il film che abbiamo visto davanti al camino mangiando caldarroste. Ho ricordato una nonna che manca da un anno con la quale sono cresciuta e che mi manca con i suoi modi di fare burberi e maschili e che mi raccontava di guerre lontane di come fare il pane e di come cucire uno strappo e non buttare mai via niente che quando meno te lo aspetti ti torna utile mi diceva di non lamentarmi mai che se ti giri la metà del mondo almeno sta peggio di te e che il nostro nome uguale lo avrei potuto portare solo io tra tutte le sue nipoti e non perchè ero speciale ma perchè ero sensibile all’ascolto della vita dura che aveva fatto lei e a lei ballava la pancia se le dicevo che era troppo vecchia per portare il reggicalze ma che quando se n’è andata ho badato che lo avesse su e nuovo perfetto perchè ci teneva sempre e chissà che faccia ha fatto il nonno quando se l’è vista arrivare con il tailleur nuovo il top di seta bianco le scarpe con un po’ più di tacco del normale e quel reggicalze che alla fine ci siamo ricordate io e mamma di aver dimenticato di metterle le mutande. Ho dormito sul divano alle sette di sera che poi a mezzanotte non avevo voglia di andare a dormire neppure dopo aver cucinato la carne alla pizzaiola che lui non aveva ancora assaggiato e nemmeno dopo aver visto la tivvù che di solito mi abbiocco e non so mai come finiscono i film che guardo e lui per dispetto non me lo dice così non ti addormenti la prossima volta che sei una frana amore mio e mi lasci solo sul divano mi dice.

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…look at what have you said…

Piccolo dilemma:
Se oltre a non darti una lira, il tuo datore di lavoro e la sua organizzazione, ti fanno perdere la faccia in pubblico, perchè le informazioni che devi fornire alla bellezza di 194 utenti di fronte a te, sono errate/confuse/precarie e soprattutto mutevoli come il cielo di marzo, come si fa a mantenere la calma?

Piccolo dilemma 2:
Come evitare di essere linciata e/o insultata da circa 194 persone (incazzate e a ragione)?

Piccolo dilemma 3:
Ma non era meglio morire da piccoli che vedere sto schifo da grandi?

ah….
Sono tornata!!!!!!!!!!!!!

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Questo è il mio pensiero…

Non ci siamo parlate molto durante questo fine settimana insieme a goderci gli ultimi scampoli d’estate.
Ma ci siamo capite perchè per fortuna ci basta poco per leggerci.
E mi perdonerà sicuramente, lei, se cerco di dare la massima risonanza alle sue parole.
Perchè quando un pensiero è universale (come credo sia questo), và reso patrimonio pubblico.

E nel mio piccolo…contribuisco alla causa…

Leggete e meditatene tutti.

 

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Sparizioni…

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Venerdì scorso, per esempio, ero a cena su questa terrazza…bevevo prosecco fresco, ridevo, gustavo gamberoni alla griglia…profumati e golosi, sapevano di mare.
E io “sapevo di sogno”.
Ho passato una settimana densa e fluida allo stesso tempo.
Non l’avevo affatto programmata.
E’ arrivata e io l’ho presa al volo.

 

 

Però, giuro, vi ho pensato!

😉

 

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…effetto vitamina…

Si..l’arancione, per chi ha avuto una leggera infarinatura di cromoterapia, ha un effetto vitaminico su chi lo indossa.
Detto, fatto.
Questa mattina nessun dubbio nello scegliere i vestiti…sembro una gitana in festa…gonna a ruota con sfondo marrone e stampe dorate ed aracio, canotta arancio, cinturone di cuoio e sandalini arancio bassi bassi….un caschetto di riccioli ribelli…e….
“…baila baila baila….baila baila baila me, este rumba a ta gitana que yo siempre cantare…
Pero yo siempre cantare, pero yo siempre cantare, este rumba a ta gitana, que yo siempre cantare….”

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Buonanotte…

Io speriamo che dormo.

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Occhiaie…

…borse, pressione alta e tremolio costante…That’s my work folk!
E se penso per un momento a quello ho vissuto per la laurea, l’ansia per gli esami, le paure di non farcela…tutto si ridimensiona…come succede per gli amori…che apparte il primo, quello che non si scorda mai, il prossimo, quando ci dice fortuna, è sempre più bello e più forte del precedente…si…ma anche il più difficile. E più o meno questo sta succedendo a me con il lavoro…essendo rimasta nello stesso ambiente il contenuto non cambia…ma forma e scopo si.
Ecco…del contenuto sono fiera…a spaventarmi sono i contorni e il fine ultimo.
Incrocio le dita.
La vostra sempre più schizzata,
Patricia

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In sogno…

…tutto è possibile, anche quello che non penseresti di poter sognare mai. E lo vivi, al contrario come fosse tutto vero…tutto tangibile…con le mani…con il naso…con la bocca…con le orecchie e gli occhi tesi e lucidi…e con il cuore.
E mescolando odori, sapori e immagini…non sai più se stai sognando o se stai vivendo.
Se quello che senti è una proiezione della mente o un corpo vero che ti scivola tra le mani.
…e io stavolta provo lo stesso a non svegliarmi.

Non si sa mai.

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Ho capito…

…che una casa è bella quando è piena…di calore generato da un flusso di energia che parte dagli sguardi e confluisce negli abbracci…di persone che condividono uno spazio, un pensiero, un amore, una passione, una risata…e anche una lacrima trattenuta…profumo di “bene”…pulito…quasi trasparente…

è bello guardarvi ridere,scherzare,scambiarvi pensieriviteopinioni,esserci…

bello.

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Sonorità, farfalle, eclissi…

“…Io me ne stavo tranquillo facendo finta di dormire…lei s’avvicina piano facendo finta di sognare…
E poi mi tocca una mano, dolcemente…piano, piano…
Io non mi muovo sto fermo la lascio continuare…lo so benissimo, ma voglio vedere dove vuole arrivare.
Io non so più cosa fare a questo punto mi dovrei svegliare forse dovrei saltargli addosso come fossi un animale…”

Il fine settimana è trascorso.
Ma…non è normale…se salendo le scale…alle cinque del mattino…mi tremano le gambe.

Devo smettere di ubriacarmi.

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