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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

di notti ed altri demoni

Mi capita spesso di desiderare un foglio e una matita per appuntare di corsa quello che mi passa per la mente.
Il fatto di non trovare nè l’uno nè l’altra mi ha portato ad essere maestra in quell’esercizio mentale che mi piace definire come ritenzione dei pensieri.
Per non perdermi nulla capita anche a volte che parli a voce alta dando corpo all’immateriale.
E mi faccio domande mi do risposte cerco di chiudere i cerchi che i fumi mentali disegnano spezzati nella mia mente.
Il fatto che io torni a scrivere è del tutto indipendente dalla mia volontà.
Se fosse dipeso da me avrei ripreso da molto tempo.
E mi trovo con vernice scolorita per tele impolverate e pennelli secchi.
Basterà un po’ di solvente per il mio smalto?

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Ripresa lavori

Dopo un fine settimana lungo come questo ci vorrebbe una settimana di vacanza per riprendersi!
Inutile dire che sono stata benissimo la notte del 31 e anche dopo…

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Ci siamo divertiti come i matti…(ma perchè? I matti si divertono??? 😕 )
Abbiamo (come previsto) mangiato ogni ben di Dio…

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Senza perdere la leggerezza necessaria per “volare” sulle nostre scope!

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…O per suonare fino alla mattina…

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…e Ballare intorno al fuoco…

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Insomma…se passate dalla ciociaria…sapete che non sbagliate!!!!!

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…nuovo anno, nuovo tema…

Un pochino più essenziale del precedente…meno colorato…volevo solo cambiare un po’ le cose…temporaneo, sicuramente…per ora è giusto che sia così…e mi piace il fatto che posso cambiare la foto dell’header…

Torno al mio lavoro…che…procede…lentamente, ma….procede….

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…sul treno…

Ieri mattina, treno Livorno Centrale – Roma Termini.
Con me avevo un libro, come al solito.
E come al solito, sbirciavo nei libri dei miei vicini…(che sono come l’erba del vicino…!) al solo scopo di prendere altri spunti, altri nomi e visi da collezionare (a volte sbircio anche solo per dimostare a me stessa quanto sia diventata brava a farlo senza farmi notare…so leggere anche al contrario!!!!)…
Comunque, tornando ai libri dei vicini. Un signore davvero molto anziano aveva tra le mani un libro, la copertina non mi ha attirata particolarmente, ma non riesco a descrivere il suo volto mentre lo leggeva…e giuro che non era sotto sonnifero o addormentato dal ciuf-ciuf del treno…era proprio preso da quelle parole…proprio coinvolto corpo e mente da quello che l’autore aveva da dirgli…il signore in questione non ha staccato gli occhi dal libro finchè una volta arrivati alle porte di Roma, con un sospiro (non di sollievo, ma di fastidio quasi), lo ha riposto con tutta la cura possibile nella sua valigia blu elettrico.
Stamattina…dovevo assolutamente sapere di più di quell’autore.
Sorpresa.

“Anais Nin – Il delta di Venere”

Ecco, per farvi capire il motivo della mia sopresa, un pezzo del libro che l’anziano signore leggeva con tanta attenzione….

“Elena non poteva guardarlo come la guardava lui, perché aveva gli occhi offuscati dalla violenza delle sensazioni. Quando lo guardava si sentiva attratta magneticamente verso di lui, costretta a toccare la sua carne, con la bocca o con le mani, o con tutto il corpo. Gli si strofinava contro con tutto il corpo, con una sensualità animalesca, godendo dell’attrito. Poi giacque sul fianco toccandogli la bocca, come se la stesse modellando e rimodellando, come una cieca che vuol scoprire il taglio delle labbra, del naso, degli occhi, per accertarne la forma, per sentirne la pelle, che vuol scoprire la lunghezza e il volume dei capelli, la loro attaccatura dietro alle orecchie. Le sue dita lo toccavano leggere, poi divenivano frenetiche, premevano a fondo nella carne, fin quasi a fargli male, come per assicurarsi con violenza della sua realtà. Queste erano le sensazioni esterne dei corpi che si scoprivano a vicenda. Dopo tanto toccarsi, erano come dei drogati. I loro gesti erano lenti e sognanti, le loro mani pesanti. La bocca di lui sempre dischiusa. Quanto miele fluiva dal corpo di lei…”

Grande nonnetto…grande…

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Vorrei nascere in tutti i paesi del mondo…

Vorrei
nascere
in tutti i paesi
perchè la terra stessa, come anguria,
compartisse per me
il suo segreto
e essere tutti i pesci
in tutti gli oceani
e tutti i cani nelle strade del mondo.
Non voglio inchinarmi
davanti a nessun dio, la parte non voglio recitare
di un hippy ortodosso
ma vorrei tuffarmi
in profondità nel Bajkal
e sbuffando
riemergere
nel Missisipi
Vorrei
nel mio mondo adorato e maledetto,
essere un misero cardo
non un curato giacinto,
essere una qualsiasi creatura di dio
sia pure l’ultima jena rognosa
ma in nessun caso un tiranno
e di un tiranno, nemmeno il gatto;
in nessun caso.
Vorrei essere uomo
in qualsiasi personificazione:
anche torturato in un carcere del Guatemala,
o randagio nei tuguri di Hong-Kong,
o scheletro vivente nel Bangladesh
o misero jurodivyj a Lhasa,
o negro a Capetown,
ma non personificazione della feccia.
Vorrei giacere
sotto il bisturi di tutti i chirurghi del mondo,
essere gobbo, cieco,
provare ogni malattia, ferita, deformità
essere mutilato dalla guerra
raccogliere luride cicche
purché in me non si insinui
il microbo ignobile della superiorità
non vorrei fare parte dell’élite
ma di certo neppure del gregge dei vigliacchi
né dei cani del gregge
né dei pastori che al gregge si conformano,
vorrei essere felicità
ma non a spese degli infelici
vorrei essere libertà, ma non a spese di chi è asservito.
Vorrei amare tutte le donne del mondo
e vorrei essere donna anch’io
magari una volta soltanto…
madre-natura, l’uomo é stato da te defraudato.
Perché non dargli
la maternità?
Se in lui, sotto il cuore, un figlio
si facesse sentire così
senza un perché, certo l’uomo
non sarebbe tanto crudele.
Vorrei essere essenziale – magari una tazza di riso
nelle mani di una vietnamita segnata dal pianto,
o una cipolla nella brodaglia di un carcere di Haiti,
o un vino economico
in una trattoria di terz’ordine napoletana
e un tubetto, anche minuscolo, di formaggio
in orbita lunare;
che mi mangino pure
e mi bevano
purché nella mia morte ci sia una utilità.
Vorrei appartenere a tutte le epoche, far trasecolare la storia tanto da stordirla con la mia impudenza:
della gabbia di Pugacev segherei le sbarre
quale Gavroche introdottosi in Russia
condurrei Nefertiti
a Michajlovskol, sulla trojka di Psi^n
Vorrei cento volte prolungare la durata di un attimo
per potere nello stesso istante
bere alcool con i pescatori nella Lena
baciare a Beirut,
danzare in Guinea, al suono del tam-tam,
scioperare alla “Renault”,
correre dietro a un pallone con i ragazzi di Copacabana, vorrei essere onnilingue, come le acque segrete del sottosuolo
Fare di colpo tutte le professioni
e ottenere così che
un Evtusenko sia semplicemente poeta, un altro, militante clandestino spagnolo, un terzo, uno studente di Berkeley
e un quarto, un cesellatore di Tbilisi.
Un quinto – un maestro elementare in Alaska,
un sesto – un giovane presidente in qualche dove,
anche in Sierra Leone, diciamo,
un settimo –
scuoterebbe soltanto il sonaglio di una carrozza
e il decimo…
il centesimo…
il milionesimo…
Poco per me essere me stesso
tutti, fatemi essere!
E ciascun essere,
in coppia, come si usa.
Ma dio, lesinando la carta carbone
mi ha prodotto in un solo esemplare
nel suo bogizdat.
Ma a dio confonderò le carte. Lo raggirerò!
Avrò mille facce
fino all’ultimo giorno
affinchè la terra rimbombi per causa mia
e i computers impazziscano
per il mio universale censimento.
Vorrei
umanità
lottare su tutte le tue barricate
stringermi ai Pirenei,
coprirmi di sabbia attraverso il Sahara
e accettare la fede della grande fratellanza umana, e fare proprio il volto
di tutta l’umanità.
E quando morirò
sensazionale Villon siberiano
non deponetemi
in terra inglese
o italiana –
ma nella nostra terra russa,
su quella verde, serena collina,
dover per la prima volta io
mi sono sentito tutti.

-Serghej Evtushenko-

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Eccolo qui…è lui…ve lo presento…


Divano

Originally uploaded by Patricia….

Colui che sarà testimone di tante serate…delle migliori dormite…spero delle migliori coccole e fusa…di tante chiacchiere e di tanti caffè e thè caldi..che inevitabilmente prima o poi decoreranno la sua magnifica seduta….il mio divano!!!!
Proprio lo stesso della foto accanto…piccolo particolare…non è total white (anche se sarebbe stato extremely chic…ma poi anche extremely hard da tenere white&chic)…la parte bassa è marrone scuro e la seduta e lo schienale di un bellissimo e caldissimo bordeaux….corredato da 6 splendidi cuscini…wow…già pregusto la satisfaction….

uhm uhm….

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Momento di condivisione….


Camera

Originally uploaded by Patricia….

Solo perchè credo nella condivisione (quasi) totale vigente in questo spazio…Ecco la mia nuovadizecca camera da letto…Essenziale e scura…proprio come piace a me…

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Il bacio…


Il bacio…

Originally uploaded by Patricia….

Sicuramente una delle poche sculture che riesce a toccarmi il cuore…ad emozionarmi…forse per un ricordo in particolare che rievoca…che oggi riaffiora, pur essendo invecchiato di qualche anno…
E mi fa sudare gli occhi.

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