liberaMente

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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

Sparizioni

Nessuna intenzionale rinuncia. Nemmeno abbandono.
E’ che questa è proprio la stagione delle piogge. Con l’ombrello rotto.
Anche se non sembra. Ci sono.

 

Non dimenticatemiiiiiiiiiii!!!!!

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Archiviato in:bilanci, patricia, Skazzi

…look at what have you said…

Piccolo dilemma:
Se oltre a non darti una lira, il tuo datore di lavoro e la sua organizzazione, ti fanno perdere la faccia in pubblico, perchè le informazioni che devi fornire alla bellezza di 194 utenti di fronte a te, sono errate/confuse/precarie e soprattutto mutevoli come il cielo di marzo, come si fa a mantenere la calma?

Piccolo dilemma 2:
Come evitare di essere linciata e/o insultata da circa 194 persone (incazzate e a ragione)?

Piccolo dilemma 3:
Ma non era meglio morire da piccoli che vedere sto schifo da grandi?

ah….
Sono tornata!!!!!!!!!!!!!

Archiviato in:come si chiama?, Funghetti Allucinogeni, mondo, patricia, Problemi, roma, Skazzi, studio e lavoro

Fine settimana andato…

Il fine settimana che è appena sfumato sotto i miei occhi è stato strano. Da queste parti c’era la notte bianca, un compleanno, tante cose da fare. Io non ho avuto la forza e il coraggio di fare assolutamente nulla di tutto ciò. Sono rimasta in casa, a non fare niente per tre giorni. Con un mal di testa che la metà sarebbe bastato. Con uno sfavamento che la metà della metà sarebbe bastato. Ho dormito poco e male. Mi sono indignata per le cazzate che ho sentito in tivvù dai ministricomparidellamafia, perlopiù ignoranti, saccenti e poco informati di quello che succede “quaggiù”.
Così, mi è venuto in aiuto De Gregori. Che poi ho rivisto/risentito, sempre in tivvù, questa notte poco prima di crollare definitivamente.   

La Storia

“La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono “Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone, la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi, perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.”

Ce ne dovremmo ricordare un po’ più spesso.

Archiviato in:Skazzi, visto in tv

Io vorrei/non vorrei

Non so neppure se sia il caso di scrivere determinate cose visto che non ho mai reso anonima la mia identità, i miei lavori, la mia famiglia e i miei amori. 
Insomma, sono rintracciabilissima da chi mi conosce, e conoscibilissima da chi in qualche modo mi rintraccia.
E allora ho pensato che forse non dovrei pubblicare e scrivere determinate cose che coinvolgono altre persone che fanno parte della mia vita…soprattutto a livello lavorativo…ma…
Ma non posso stare zitta.
Non posso tacere.
Non sopporto le contraddizioni.
Quello che ho imparato e continuo ad imparare sul campo, grazie alle persone che chiamo “capi”, non ha prezzo, certo.
Mi servono oggi, e mi serviranno domani per i progetti che ho in mente e anche un po’ in tasca.
Sto costruendo il mio futuro.
E sono pienamente consapevole che la gavetta è dura per tutti, nessuno escluso.
Ma io, che ci sto dentro, ci leggo una contraddizione… 
Non posso lavorare, studiare e fare ricerche, cercare soluzioni per contrastare il lavoro nero quando IO sono un lavoratore in nero.
Ecco, l’ho detto.

Riflessione nata, anche, grazie a questo.

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Stupidità

Oggi proprio non va.
E’ una giornata di quelle nere. Che sorgono in conseguenza di una notte passata a rimuginare su parole, opere e omissioni.
Una giornata di quelle che se potessi le resetterei senza passare dallo spegnimento regolare e consigliato dal sistema.
Ma è giusto chiedere, manifestare un bisogno, cercando di mettere al primo posto il tuo egoismo e al secondo posto l’egoismo degli altri?
Sempre di egoismo si parla.
Ma ce n’è uno che può prevalere, a volte?
Se io dico di aver bisogno di qualcosa di estremamente stupido, superficiale e per questo egoistico, sapendo che la persona che ho di fronte probabilmente non avrebbe potuto aiutarmi in quel momento, per il suo di egoismo…allora chi è che deve averla vinta, in modo egoistico?
Non basta dire sono cazzate.
A volte le cazzate danno supporto nel passaggio dalla teoria alla pratica. Danno il tocco concreto alle parole astratte.
E quindi?
Come la mettiamo?
Non è orgoglio.
Sono aspettative (stupide) di una persona, da una parte.
Sono aspettative (stupide) di mancanza di aspettative (stupide), dall’altra.
E tra i due stupidi, quello che deve chiedere scusa, dovrebbe essere lo supido al quadrato.
Ecco. 

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Eppure…

Venerdì pomeriggio, poco prima di uscire dall’ufficio, volevo gridare al mondo la mia felicità. Stavo bene, mi sentivo bene. Ero in un’aurea di benessere che raramente risulta così totalizzante e gratificante. Per strada verso casa, ogni immagine era utile a farmi sorridere. Tornando a casa, prima di salire per una doccia propedeutica all’imminente aperitivo, decido di fermarmi nella parte sinistra del giardino…un salutino alla cucciola, le farò bere un po’ di acqua fresca e poi su in casa. Ore 20e10. Casa di mia nonna, sempre tranquilla. Senza mia nonna da qualche mese, ma tutto è come lo ha lasciato lei.
Salgo in casa. Mentre faccio le scale penso che davvero, probabilmente, la felicità si può riassumere a momenti. Parentesi di benessere nelle montagne russe emotive. Squilla il cellulare. Felicissima di sentire Laura. E’ in Sardegna. Sta bene. Forse ci vediamo domani. La mia cucciola abbaia e ulula, cerco di rassicurarla dalla finestra. Laura ride al telefono. Quattro minuti di telefonata. Ore 20e29. Canto la Canzone del Sole, mentre mi tolgo i vestiti per entrare in doccia. Dal giardino salgono delle urla. Mio fratello è rientrato. Scendo le scale rivestendomi di corsa. Arrivo in giardino. Casa di mia nonna profanata con una ferocia e una violenza inaudite. Tutto rotto. Tutto spaccato. Tutto sporco. Giro per le stanze con una rabbia che la metà basterebbe a ripetere per dieci volte quello che qualcuno, in soli dieci minuti, ha fatto a quella cucina, a quella camera da letto, a quel salotto, che profumavano di lavanda e marsiglia.
Eppure…solo dieci minuti prima, ero felice.

Chiusa parentesi.

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Nottataccia…

…e conseguente mattina di m***a…
Questa notte c’è stato qualcosa che mi ha impedito di avere un sonno tranquillo e rilassato, e il motivo non è dipeso neppure da me…mi giravo e rigiravo nel letto…assalita da angosce, paure e tachicardie, e tremori. Aspettavo che la stanchezza si impadronisse anche dell’inconscio e dell’ansia, ma non ha avuto il sopravvento…così ho spento la sveglia prima che suonasse, sono scesa dal letto e ho iniziato la mia giornata con gli occhi che rossi, che danno quel fastidio dato da un attrito che in realtà non è provocato da nulla se non dagli incubi coscienti di questa notte…ecchepp***e….ma quando arriva la MIA TRANQUILLITA’?!?!?!?!?!

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…mumble…

Le indecisioni nella mia vita sono all’ordine del giorno. Come nella vita di tutti. Anche assumersi le conseguenze della proprie azioni, credo. Almeno, per me, è sempre stato un fatto naturale quello di prendermi il “pizzicore” che deriva dall’aver “tirato un elastico”. Quando quasi un anno fa ho aperto questo blog, ero perfettamente a conoscenza delle conseguenze. Ora sono indecisa se smettere di scrivere (seppur in modo criptico) i cazzi miei, oppure chiudere qui, in bellezza, prima che tutto questo mi si ritorca contro. Ci penso e vi faccio sapere.

Archiviato in:ciociaria, patricia, Skazzi

…patricia’s lifeshot…

Andare o non andare a Francoforte?
Andare o non andare a Roma?
Andare o non andare a dormire?
Andare o non andare al mare?
Andare o non andare a lavoro?
Andare o non andare a vedere?
Andare o non andare a controllare?

Mandare o non mandare a fanculo?

p.s.: da leggere non necessariamente nell’ordine prestabilito.

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Buona Pasqua


Vi auguro di trascorrela alla grande…
Io vorrei sparire per qualche giorno…
E invece.


Mi sfogherò con la cioccolata.

Senza l’agnellino.

Che lui non c’entra nulla, poverino.

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Bho!

Eccheneso io che ho!
Sono strana, lo so.
Sono scostante, stanca e stronza, lo so.
Sono sfatta e sfranta, lo so.
So anche che sono lunatica e pensare che mi ero svegliata pure bene oggi, lo so.
So che non mi è successo una ceppa fronca di nulla per farmi cambiare l’umore, lo so.
Ma che c**** ci posso fare io se ora sono proprio così?!
So pure che mi dovete lasciare stareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!

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Oggi…8 marzo…

Bhe………Auguri Donne!!!!

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NotteBianca:GiornataNera=Rondine:Primavera

Da leggere “Una notte in bianco sta ad una giornata nera come la rondine sta alla Primavera”
E no! Io mi ci oppongo con tutte le mie forze, perchè mica è possibile!?
Bisogna assolutamente rivisitare e personalizzare le equazioni che sennò qua ci resto sotto al treno che passa…
SONO STUFAAAAAA!!!
Di litigare alle tre di notte senza avere la possibilità di sbattere una porta in faccia, volgio urlare occhi negli occhi la mia rabbia, voglio smetterla di fingere che vada tutto bene…perchè invece va tutto a rotoli…
E a me “mica me lo ha ordinato il dottore”* di stare così!!!!!
E se poi la notte passa così, e prosegue con incubi fino al risveglio…e no!
Mica posso permettermi di passare una giornata nera, con questo sole fuori!
Con questo sorriso che ho!
Con questa voglia di stare bene che mi scorre nel sangue!
Con tutto il bello che ho intorno!

fanculo la nottata e chi me l’ha mangiata!

*Gioia’s copyright(ndr)

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Io non ci capisco più niente…

Febbre alta, le gambe che non mi tengono…e continuo a salire e scendere da treni, entrare ed uscire da uffici, scrivere, rendicontare, progettare, spedire, contrattare, scendere a compromessi…e il mondo intorno gira tutto…mi sento le tempie pulsare, gli occhi bruciare….insomma, un mostro che sta cercando di sgomitare facendo finta di stare bene…solo per non mandare all’aria mesi e mesi di lavoro….Io prima o poi crollerò…ma almeno si renderanno conto che sono fatta di carne e ossa….

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Contrariamente…

L’appuntamento, come previsto (da me!) è andato bene…foriero di ancora più impegno, ancora più lavoro, ancora più stress…e si spera, vivamente, anche di più dineros.

Però…

Contrariamente ad oroscopi favorevoli di ogni genere e sorta, contrariamente a successi ottenuti e ottenibili, contariamente alle soddisfazioni raggiunte e contariamente al bel weekend appena trascorso…

Io, oggi, sono estremamente skazzata.

Ho freddo, mi sento una ranocchia (niente contro le ranocchie…solo che non so come esprimere altrimenti il concetto), mi sento un cerchio alla testa che la metà basterebbe ad imbottirmi di aulin (ma siccome sono contraria all’assunzione di farmaci…soffro in silenzio), vorrei essere più bassa di una decina di centimetri e mimetizzarmi con l’asfalto, vorrei strafogarmi un chilo e mezzo di nutella, e vorrei essere a casa sotto le coperte.

Qui a Roma il tempo non è proprio brutto…ma il sole non c’è. Il vento è ghiacciato…e taglia la faccia.

Per fortuna che c’è Carletto…il segretario del Dipartimento….appena mi vede “Signorì, e meno male che ce sta lei qua dentro…tutti sti vecchi, brutti…e nun me guardi così per favore…che poi me potrebbe chiede pure d’andaje a pija a luna…e chi glie direbbe de no?!?!”

E per fortuna che c’è Carletto.

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