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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

…back…

Non era stato un abbandono definitivo il mio non ci credeva nessuno tantomeno io ma la vita è una spirale e riesce ad ingannarti e a farti invertire l’ordine di priorità delle cose e finisci per mettere al primo posto la vita fuori piuttosto che la vita dentro novità quasi zero a parte le delusioni ma quelle non sono novità sono solo il ripetersi incessante dei saperi condivisi come quando ti senti dire ma come non sapevi che questo giochetto funzionava così rispondi di si ma dentro poi ogni giorno si spezza qualcosa e cerchi di recuperare con un sorriso di quelli che appartengono alla categoria della gente fintamente vissuta

Non mi spaventa più la perdita delle cose materiali e non che mi avesse mai spaventato abbastanza però poi ognuno ha qualcosa a cui è legato da sempre e anche a costo di passare per superficiale non vorrebbe staccarsene mai ecco adesso sono nella fase evolutiva per cui mi aspetto di iniziare a levitare da un momento all’altro sopra le altre teste che mi osservano e si aspettavano da tempo qualcosa così li accontenterò come ho sempre fatto come credevano fosse dovuto

Penso che avrei potuto pensare ad un ritorno migliore ed in grande stile ma se lo sarebbero aspettato tutti e allora non vale

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Un altro bicchiere di vino, e un giro di valzer…

No. Non è come dici tu, caro Don X. Non era pronto a presentarsi davanti alle “porte del Signore”. Mi dispiace, ma non è così. Io l’ho visto, c’ho parlato. Era incazzato nero perchè si è reso conto che la fine del suo “passaggio terreno” era vicino, e fino all’ultimo si è aggrappato a noi che eravamo lì. Si è aggrappato alle sbarre di quel letto perchè voleva alzarsi in piedi, lui. Un omone grande e grosso. Non c’entrava neppure in quel letto. “Quinto nonno”, lo chiamavo io. “Ah, se fossi nato trentanni fà” mi rispondeva lui “altro che nonno”. Non parlava più, ma si faceva capire da chi voleva. Mi ha guardata, l’ultima volta e mi ha fatto segno con le mani, voleva dirmi “portami via”. Andiamo a bere un altro bicchiere di vino. Andiamo a farci un giro di valzer, che mi cingeva la vita e mi appoggiava sul suo pancione e mi faceva volare.  E ridere. No, non è vero che aspettava questo momento e lo ha visto arrivare con il sorriso. No. Aveva i denti digrignati e lo sguardo rabbioso. Lui che non l’ho mai visto litigare con nessuno. Lui che era amato da così tanta gente che in quella piccola chiesa ieri, mancava il respiro, e tu dicevi che lui non aspettava altro che quel giorno. No. Mi dispiace, ma è una bugia la tua. 
Solo su una cosa ti do ragione: ovunque si trovi adesso, ha trovato la pace.  

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Want U back?

Da sempre temo i rientri. Soprattutto dopo una lontananza prolungata. Ci metto sempre troppo tempo a ripristinare il ciclo naturale delle cose della mia vita: dormire, mangiare, lavorare, uscire, lavare etc. Quando mi allontano, riesco a scombussolare tutto: non lavoro e regalo alle lista delle cose da fare, un ordine inverso, indirettamente proporzionale all’orario e direttamente proporzionale alla voglia. E’ il mio modo di staccare. Ci metto un secondo a disfarmi di abitudini e tabelle di marcia…e una settimana a ricomporre il puzzle del tran tran.

Manco esattamente da Natale. Mi sembra una vita fà. Ho messo su un chiletto in queste feste, ma solo perchè ero reduce da una terribile influenza e altre avversità varie…altrimenti sarebbero stati almeno 5 con buona pace della signora madre.

Per il Capodanno erano diverse le previsioni e le possibilità, alla fine l’imprevisto l’ha fatta da padrone: la mia dolce metà, carinamente ha provveduto a regalarmi una mise chic ma easy, con corredo di scarpette lucide e calzettine parigine…bene! Ho pensato…serata mondana…si…tra il salotto e il letto vista la sua febbrona da cavallo…intorno alla mezzanotte parlava con un cagnolino che secondo lui camminava sul soffitto…e mi chiedeva come mai le infermiere si vestono così eleganti…evvabbè…

Si parla di futuro, di progetti, perché è l’hobby di fineanno e di inizioanno. Io penso che quest’anno vorrei vedere almeno un posto che non ho mai visto, mangiare qualcosa che non ho mai mangiato e magari anche attaccarmi al piede una grossa palla di piombo che mi tiene con i piedi per terra e lo sguardo a portata di realtà…visto che viaggiando con la mente, riesco a farmi male anche trovandomi in una stanza ovattata e a prova di bambino: da queste feste ho rimediato un taglio profondo a causa di un pentolino da latte, un livido che contempla tutte le sfumature del viola e del blu cadendo su un panchettino di legno che è sempre stato nello stesso posto, e contusioni e botte e graffi e varie ed eventuali disgrazie che capitano ad una sbadata come me.

Ieri ho sfatto l’albero di Natale e provato casa mia di ogni addobbo rosso e dorato: per me le feste si sono concluse ieri sera, quando abbiamo chiuso l’ultimo cartone e portato in soffitta l’ultimo lustrino…arrivederci all’anno prossimo e speriamo che sia meglio di quest’anno passato.

Pensavo al mio 2007.

Avete presente le montagne russe? Bhè…moltiplicando curve, salite, discese…più o meno rende l’idea di quello che ha significato questo anno per me.
Gennaio: pensavo solo al lavoro per colmare ombre e paure della mia vita. Un momento in cui non so cosa avrei fatto se non avessi avuto le mie fantastiche “spalle” (e loro sanno che sono loro).
Febbraio: metto al muro un problema e me ne trovo uno nuovo che sbuca di lato.
Marzo: ho continuato a combattere per cercare di capirci qualcosa in più. Ogni cosa e ogni persona mi confondevano.
Aprile: Periodo più difficile dell’anno. Probabilmente tutto quello che è venuto dopo, l’ho deciso qui.
Maggio: tutto si spiega in poche parole. Difficile ma reale. E ho ripreso a vivere.
Giugno: l’estate. Non avrei mai permesso alla vita di non farmela godere. E per fortuna è andato tutto liscio.
Luglio: momento strano. La mia faccia sgomenta davanti alla consapevolezza che le cose possono cambiare è la cosa che ricordo meglio.
Agosto: in vacanza. E mi rendo conto che forse forse ho fatto bene a tener duro fino a qui.
Settembre: ecco. Ho iniziato a raccogliere i frutti solo in questo periodo. Altro che autunno!!!
Ottobre: è l’inizio dell’idillio. La mia vita ha iniziato a regalarmi quella traquillità che mancava da troppo.
Novembre: progetti, sogni, nottate a parlare, poco sonno e tanta, tanta voglia di fermare il tempo.
Dicembre: mi guardo indietro, mi guardo intorno. Poi mi guardo allo specchio…e mi faccio un occhiolino.

E ben…ora vediamo quello che ci aspetterà in questo nuovo anno…io sono qui. Mica scappo!

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…I’m shacking up…

Se mi chiedessero di mettere nero su bianco tutto quello che ho dentro, come in un tema poco creativo delle scuole medie, entrerei in crisi. Non tanto per un improvviso congelamento delle dita visto il freddo che ho in questo momento, quanto per un’impossibilità, consapevole o meno, di  sospendere un pensiero per renderlo fermo ed esplicabile. Da quando vivo questo mio nuovo stato civile, peraltro non riconosciuto dagli dèi pagani, religiosi e civili, ho una marea di cose a cui pensare, da fare, da disfare ecc, ecc. La sensazione più bella è stata quella di ieri sera, tornati dal fine settimana dai suoi, dai quali è stato difficile staccarci, rientrando in casa e pensando di stare ancora un po’ male per l’arrivederci, ci siamo guardati e abbiamo capito per la prima volta che eravamo tornati a casanostra: si, tutto d’un fiato che rende meglio. Sta crescendo lentamente, prende forma e colore, assume i nostri tratti, con i suoi faretti e le mie stoffe, con i suoi incastri e le mie sovrapposizioni. Ci manca il viaggio all’Ikea e il quadro è completo. E l’albero. Lo faremo al risparmio questo Natale, ma l’albero non mancherà. Lo dicevo io che dovevo conservarlo tutto quel polistirolo dei mobili…i pacchetti che attaccherò insieme alle palline e alle luci saranno a costo zero ed effetto assicurato…

 

Passando alla mia vita fuori dall’alcova, ho rivisto Alessia finalmente dopo un sacco di tempo (e Pietro che non crede che quello che scrivo è anche per tenere aggiornata lei). E poi ho sentito Antonella, rivisto Flavia, Mariangela e Marta, rivisto Spiro, appreso di cambiamenti, novità nella vita di tutti, praticamente. E vorrei sentire altre persone che non sento da tempo, chiedere morbosamente di tutto quello che è stato dopo quel distratto e poco convinto cisentiamopresto di circostanza, di quello che è ora, avrei voglia di chiedere come stai? stavolta convinta e attenta alle inflessioni meno visibili della voce. Una alla volta le chiamerò queste persone. E magari tra un vaffa e un ciao smorzato tra i denti, qualcuno contento di risentirmi nonostante tutto, ci sarà…

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“Perchè no…

…in un grande magazzino una volta al mese…spingere il carrello pieno sottobraccio a te…”

E’ esattamente così che comincerà il mio weekend…senza gas e senza acqua calda…ma…”che ce frega, ma che ce ‘mporta”

GioiaLauraBionda&Co chiamati all’appello per una cena a casa mia…stasera o forse, meglio, domani…

Che stare con le persone che amo sarà il MustToDo di questa tre giorni ciociara…

Che poi qui fanno anche delle serate carine…

Che poi magari anche Graziella ci offre valide alternative…

Che poi comunque dovrò tele-lavorare da casa…

Che poi chissehefrega…basta che sto bene!!!!!!

Bezos…

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Ci rileggiamo…

mercoledì.
Me ne vò a riprendermi quello che è mio.
Finalmente.
Eppoi…”que serà serà”…

Passerò il fine settimana a casa, tra cerette&co per rendermi presentabile e accettabile agli occhi di chi mi vedrebbe divina anche con uno strato di pelo non umano su tutto il corpo, orecchie comprese (non che mi lasci andare in sua assenza, ma si sà…noi femmine ci teniamo così tanto alle ripulite cicliche…) .
E’ l’amore che rende ciechi…oppure ci fa vedere “l’invisibile agli occhi“…e quindi, ci fa vedere meglio?

Intanto si avvicinano una marea di compleanni.
Da qui a fine ottobre ci sono 8 persone di cuore che compiono gli anni.
Qualcuno disponibile per un finanziamento a tasso zero????

Questa settimana ho lavorato come una matta e ho ripreso a pieno ritmo tutti e tre i lavori.
Chiedo venia per non aver postato back@work/part2&3
(dando per scontato che a qualcuno potesse fregare qualcosa!)
…ma era davvero impossibile riuscire a fare anche quello.
Medito continuamente sulla possibilità di lasciarne definitivamente uno.
Una volta per tutte.

Bene.
Allora auguro un rilassante e tranquillo week end a tutti, gente.

E come dice il più grande dei sorcini…

NON DIMENTICATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…

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Questo è il mio pensiero…

Non ci siamo parlate molto durante questo fine settimana insieme a goderci gli ultimi scampoli d’estate.
Ma ci siamo capite perchè per fortuna ci basta poco per leggerci.
E mi perdonerà sicuramente, lei, se cerco di dare la massima risonanza alle sue parole.
Perchè quando un pensiero è universale (come credo sia questo), và reso patrimonio pubblico.

E nel mio piccolo…contribuisco alla causa…

Leggete e meditatene tutti.

 

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Cinderella….

Come sacrosantamente ha provveduto a ricordarmi qualcuno…anche i miei aveva diritto alle loro vacanze…e così in questi ultimi giorni d’agosto, mi ritrovo come Cenerentola a dover spazzare, lavare, cucinare per il mio fratellastro (appellativo che non riguarda la realtà di “sangue” ma la realtà dei fatti)…che, come si confà alla sua natura, sembra un cliente di un albergo in mezza pensione…qui ci dorme e ci pranza…per il resto mi godo la mia casetta da sola (o quasi, visto che la cucciola non mi risparmia).
Intanto preparo la mia vera vacanza…a fine settembre…
Cerco di anticipare il lavoro così da non creare problemi a nessuno, mantengo la poca abbronzatura rimasta, e poi…
Partirò…mi aspetta un lungo e strano inverno.
Da queste parti sono previsti cambiamenti importanti entro la fine dell’anno, e non posso farmi cogliere impreparata.

😉

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…arieccola!

Sono tornata…io non ho parole per descrivere il ben-essere provato in questi giorni…no…non credo di poterlo fare.
Comunque…non chiedetemi com’è l’Elba perchè…

non l’ho vistaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!

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Good bye…

Da domani e per dieci giorni….

mi troverete qui….

see u soon!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Nice day today

Il titolo del post lo prendo in prestito dal titolo di un quadro dedicatomi e regalatomi da un amico che non vedo da un po’.
Il fatto che questo giorno sia “nice” dipende dal suo essere venerdì e dal suo essere il mio penultimo giorno di lavoro.
Si, non ci credevo neppure io ma è così. Fino a settembre la sottoscritta non avrà altro da fare che preoccuparsi del suo cagnolino, di andare al mare, di prendere aperitivi, di dormire, di leggere i libri accumulati sul comodino in attesa di essere portati a termine, di passeggiare e di camminare l e n t a m e n t e, di godersi il panorama e di mangiare quanti più gelati entreranno nel pancino, di cercare le lucciole e sperare in una stella cadente…mamma mia, al pensiero…quasi quasi sono già stanca…

  

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4 luglio 2007

Esattamente sette anni fa ero in uno stato fisico e mentale a dir poco esaltante: di mattina avevo fatto gli orali degli esami di maturità, andati bene, giornata al mare con le amiche di sempre, nulla da perdere e tanto, tutto da aspettarmi dalla vita. Dopo pochi mesi, c’è stato il trasferimento a Roma, nuova vita, nuova gente, qualche altra amicizia, poche davvero importanti, un nuovo amore, e probabilmente una nuova persona, me, con cui fare i conti un po’ alla volta.

Gli anni romani sono stati indimenticabili. Il senso di libertà, le espressioni di spaesamento davanti alla strada che avevo scelto di percorrere, i primi lavori per non chiedere i soldi a casa, le “veglie” con AlessiaSara&Antonella, la “clinica della sforsizia”, le passeggiate a San Lorenzo, le feste in casa di tutti e quasi tutte le sere, la prima sbronza, il brindisi alla “famiglia perfetta”, quell’anno senza acqua calda e l’anno dopo senza riscaldamento, le domeniche a villa Borghese, i concerti gratis, i viaggi interminabili in metropolitana, e poi piano piano un lavoretto serio, la fine degli esami, la laurea, il lavoro vero e proprio e…

…e ho lasciato Roma. Praticamente l’ho vissuta solo da spensierata studentessa universitaria, con tanti sogni nella testa e voglia di camminare nelle gambe. Per questo, ora che ci torno almeno tre volte a settimana per lavorare, e sento l’odore dell’asfalto e dello smog, sorrido complice con quel vaso di emozioni che è per me quella città. Ci cammino senza peso e prendo il bello e il brutto come in un all-inclusive di pregi e difetti di una persona di cui sei innamorata.

Oggi, stesso giorno di sette anni dopo, sono ancora innamorata di lei. Come quando ho dormito per la prima volta in una stanza in affitto. Come quando ho aperto la finestra e ho visto la tangenziale. Esattamente come quella domenica pomeriggio in cui ho salutato, da quella stessa finestra del quarto piano di un palazzo di via Lorenzo il Magnifico, mia madre che non mi guardava, per nascondere le lacrime per una figlia che era cresciuta.            

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Sparizioni…

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Venerdì scorso, per esempio, ero a cena su questa terrazza…bevevo prosecco fresco, ridevo, gustavo gamberoni alla griglia…profumati e golosi, sapevano di mare.
E io “sapevo di sogno”.
Ho passato una settimana densa e fluida allo stesso tempo.
Non l’avevo affatto programmata.
E’ arrivata e io l’ho presa al volo.

 

 

Però, giuro, vi ho pensato!

😉

 

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Io, da stasera, mi eclisso un attimo. Vado al mare. Dove? Con chi?
Non lo dirò…posto nuovo e mai visto…per tre giorni. Per rinfrescare la mia dorata abbronzatura. Per ricaricarmi in vista di giorni infernali a lavoro. Vi saluto tutti, belli e brutti, stronzi e meno stronzi.

Mi porto dietro solo la mia sfrenata voglia di fragole.
 

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…domani…

Giusto per informare chi mi cercherà senza trovarmi…domani farò una chiacchierata sulle Migrazioni Femminili in questa sede….

E come si dice….per smorzare l’ansia del momento…”l’importante è immaginarli tutti mentre sono seduti su un water”…

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