liberaMente

Icona

Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

Non chiedetemi perchè e per come!

E alla fine mi sono presa la mia pausa di riflessione. Dal mondo del web, si intende.
Da queste parti sono sul play, accelerato, il tasto pause si è scassato già da tempo.
Il periodo non è rosa. Se dovessi definirlo con un colore credo adotterei il marrone.
Quello della merda.
Ma tant’è: qua stiamo e cerchiamo di starci al meglio.
Il bello è che gli oroscopazzi mi dicono (testuali parole!) “la svolta è dietro l’angolo, cambierà tutto in positivo
e non avrai tempo di ricordare le tempeste”. E me lo dicono da dicembre.
Sarà che neppure la primavera è ancora arrivata.
È passato il mio compleanno, sottotono.
È passata la Pasqua, sottotono.
Non vorrei che passassero anche ferragosto e Natale prossimi sottotono, perché…che palle!

Comunque. Sono viva.
Sono solo impicciata a districare il bandolo della matassa.
Se non fosse per sto maledetto gatto che me la incasina sempre di più.

Archiviato in:cose da pazza, metereopatia, mondo, patricia, Problemi, reflection

NO.

NO.

Archiviato in:patricia

…è la tua risposta definitiva?

Il momento preciso del giorno esatto in cui tua madre, per la prima volta, ti chiede sei felice, ti senti schiacciata ad un muro con una decina di fucili puntati sulle tempie. La prima reazione è quella di pensare al perché te l’abbia fatta proprio quella domanda. Tua madre che per non essersi posta il problema qualche anno fa, è stata capace di mettere in primo piano i suoi affetti alla tua felicità. Sembro triste? Insoddisfatta? E mentre contempli queste ipotesi ti immagini in mezzo alla gente, con gli occhi degli altri. Come sembrerò alle persone che mi circondano? Le occhiaie delle notti insonni vengono interpretate male? I chili persi vengono tradotti in infelicità? Le risate hanno un ché di isterico anziché di rilassato? E mentre giri il film della tua vita semi sociale pensi a come dovrebbe essere una persona felice, allora. Quale sano aspetto da pubblicità mielosa si confà ad una persona felice? Quali colori indossa per raccontare al mondo quanto bene le va la vita? E nel frattempo dai uno sguardo alla tua figura dall’alto al basso. Capelli: neri. Occhi: neri. Maglia: nera. Gonna: nera. Calze: nere. E non mettere la scusa degli stivali che sono marroni perché mica regge. Decisamente il colore oggi non aiuta. Passiamo all’umore allora: nero. Ma è davvero da queste cose che si distingue una persona felice da una infelice? Cos’altro posso prendere in considerazione per tastare il grado della mia felicità. Se canti, sei felice? O sei solo scemo? O cerchi solo distrazione? Se resti in silenzio per la maggior parte della giornata, sei infelice? O cerchi di concentrarti? O pensi a qualcosa di talmente piacevole che col cavolo che ce lo racconti?
Ci penso su. Lei è ancora li che aspetta una risposta. Che faccio? Contrattacco aggirando l’ostacolo e chiedendo perché me lo chiedi con l’aria più innocente del mondo? No. Con lei non reggerebbe. E allora dico la verità. Si. Si, mamma, sono felice. Nonostante i problemi, nonostante i pensieri, nonostante le paure e le preoccupazioni che ho intorno, io sono felice. Anche se oggi vesto di nero, magari non parlo e non sorrido. Anche se non mi spiego il perché di questa domanda.  

Archiviato in:bilanci, Funghetti Allucinogeni, reflection, tengo familia

Monopoli

(Siamo al via) Si prevedono grossi sacrifici all’orizzonte.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Tiro i dadi) Alto rischio, qualunque strada si percorra.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Costruisco una casa o passo) Le indecisioni sono all’ordine del giorno.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Aspetto che arrivi il mio turno) Sarò coinvolta in prima persona.
Ci sto. Va bene, non mi pesa.
(Tocca a me) …

Ma alla fine del gioco, il premio, sarà la tranquillità?

Archiviato in:bilanci, crypto, Funghetti Allucinogeni