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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

Le evoluzioni del peggio

Si dice che al peggio non ci sia mai fine.
Lo sto imparando. In realtà è da un po’ che lo imparo, visto tutto quello che mi circonda.
La sottile linea rossa che separa la disperazione e la forza d’animo ancora resiste e mi ci attacco con tutta me stessa. Ma fino a quando durerà?

Il corso fuori Roma procede bene. Sono fortunata ad avere amiche come quelle che ho: mi distraggono, consciamente o no, da tutto quello che ho alle spalle e da tutto quello che ho nella testa.

Mai visto (dati certi alla mano) un settembre così atipico, alemno dagli ultimi 300 anni.

Ho un elefante che vuole spuntarmi sul mento. Non lo tocco per paura che si ingrossi fuori misura e mi faccia sembrare la cugina scema della befana.

Divoro libri. Il blog è abbandonato a se stesso da tempi immemori. Oggi è un puro e semplice caso.

Vado a farmi una doccia. Questa giornata sarà ancora lunga ed estenuante.

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I manici dei coltelli

Devi sapere che la corda troppo tirata, prima o poi si spezza.
Si, ma la pazienza è la virtù dei forti.
Se la metti su questo piano, devi sapere che senza soldi non si canta messa.
E che mi dite del fatto che i soldi non fanno la felicità?
—urla—
Ci credete ancora in questa causa?
No.
Allora, io non so più che dire.

 

Posso solo dire che questo è un gioco al massacro. 
Il nostro.

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Comunicazione di servizio

Ogni tanto, dal governo, qualche buona notizia può anche arrivare!
Non lasciamocela scappare!

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Un po’ di sano autocompiacimento…

Molte persone a me vicine, sanno quanto ami e contemporaneamente odi il mio lavoro.
Non ricevere un compenso quando dai la tua anima in qualcosa, costa. Non solo al portafogli, ma anche alla “spinta motivazionale” che dovrebbe essere alla base di ogni lavoro.

Così…sono felice di comunicare al mondo che ho ricevuto il mio stipendio per questo mese.

Eccolo qui di seguito…

Date: Thu, 8 Dec 2007 03:18:38 -0800
From: *******@yahoo.com
Subject: s***** f******
To: me
Salve Patricia,
interessante e dinamica la lezione di ieri sul Rapporto Unicef.
Sono andata sul sito e ho notato con mia gioia che il rapporto è tutto in italiano e diviso per capitoli. Mi era sembrato di capire che fosse in inglese… ma meglio così!!
E’ interessantissimo anche se ti fa nascere una rabbia incredibile, sul perchè le cose vadano così, nonostante l’evidenza dei fatti!!!
Lo stesso effetto me lo sta procurando il libro di B*****!!!
Sono contenta, nonostante tutto, di fare quest’esame – di rado sono così attuali e interessanti!
Spero di esserci alle prox lezioni, sperando che la mia creatività nell’inventare scuse a lavoro non si esaurisca prima!!!  😉
S***** F******
Gentile dott.ssa,
……
Colgo l’occasione per augurarle buon lavoro e farle i complimenti per come svolge le sue lezioni!!mi dispiace che ne abbia tenuta solo una in questa seconda parte del semestre..sarei venuta molto più volentieri a lezione se ci fosse stata sempre la sua presenza!le assicuro che non è una “leccata” (come forse potrebbe pensare) permettendomi,con il massimo rispetto, sia di usare questo termine sia di scriverle queste ultime righe sovrastanti che non ho e non avrei mai detto ad altri professori della nostra facoltà data la sua giovane età. A maggior ragione, sentendomi vicina a lei, sono rimasta molto colpita da come svolge la sua professione e mi auguro che possa andare avanti, per migliorare le condizioni soprattutto didattiche dell’università italiana, con la speranza che ci siano tanti altri dottori come lei.
Cordiali saluti
V****** S******     

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…so run, baby, run…

She was born in November 1963
The day Aldous Huxley died
And her mama believed
That every man could be free

Sveglia ore 6.30
Rifare letto, sistemare casa, preparare per la cena
Lavoro ore 7.30
Lavoro, lavoro, lavoro

So her mama got high, high, high
And her daddy marched on Birmingham
Singing mighty protest songs
And he pictured all the places
That he knew that she belonged
But he failed and taught her young

Treno x Roma ore 11.15
Studiare, studiare, studiare
Arrivo a Roma ore 12.20
Camminare, camminare, camminare
(pranzo?)

The only thing she’s need to carry on
He taught her how to
Run baby run baby run baby run
Baby run

Inizio lezione ore 14.00
Parlare, parlare, parlare
Fine lezione ore 17.30
Camminare, camminare, camminare

Past the arms of the familiar
And their talk of better days
To the comfort of the strangers
Slipping out before they say
so long
Baby loves to run

Treno per Frosinone ore 17.47
Leggere, leggere, leggere (probabilmente in piedi)
Arrivo a Frosinone ore 19.00
Camminare, camminare, camminare

She counts out all her money
In the taxi on the way to meet her plane
Stares hopeful out the window
At the workers fighting
Through the pouring rain

Casa ore 19.30
Doccia, doccia, doccia
Preparare la cena ore 20.00
Cenare, cenare, cenare
…………
e domani è un altro giorno….

…Slipping out before they say So long Baby loves to run…


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…look at what have you said…

Piccolo dilemma:
Se oltre a non darti una lira, il tuo datore di lavoro e la sua organizzazione, ti fanno perdere la faccia in pubblico, perchè le informazioni che devi fornire alla bellezza di 194 utenti di fronte a te, sono errate/confuse/precarie e soprattutto mutevoli come il cielo di marzo, come si fa a mantenere la calma?

Piccolo dilemma 2:
Come evitare di essere linciata e/o insultata da circa 194 persone (incazzate e a ragione)?

Piccolo dilemma 3:
Ma non era meglio morire da piccoli che vedere sto schifo da grandi?

ah….
Sono tornata!!!!!!!!!!!!!

Archiviato in:come si chiama?, Funghetti Allucinogeni, mondo, patricia, Problemi, roma, Skazzi, studio e lavoro

Ci rileggiamo…

mercoledì.
Me ne vò a riprendermi quello che è mio.
Finalmente.
Eppoi…”que serà serà”…

Passerò il fine settimana a casa, tra cerette&co per rendermi presentabile e accettabile agli occhi di chi mi vedrebbe divina anche con uno strato di pelo non umano su tutto il corpo, orecchie comprese (non che mi lasci andare in sua assenza, ma si sà…noi femmine ci teniamo così tanto alle ripulite cicliche…) .
E’ l’amore che rende ciechi…oppure ci fa vedere “l’invisibile agli occhi“…e quindi, ci fa vedere meglio?

Intanto si avvicinano una marea di compleanni.
Da qui a fine ottobre ci sono 8 persone di cuore che compiono gli anni.
Qualcuno disponibile per un finanziamento a tasso zero????

Questa settimana ho lavorato come una matta e ho ripreso a pieno ritmo tutti e tre i lavori.
Chiedo venia per non aver postato back@work/part2&3
(dando per scontato che a qualcuno potesse fregare qualcosa!)
…ma era davvero impossibile riuscire a fare anche quello.
Medito continuamente sulla possibilità di lasciarne definitivamente uno.
Una volta per tutte.

Bene.
Allora auguro un rilassante e tranquillo week end a tutti, gente.

E come dice il più grande dei sorcini…

NON DIMENTICATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…

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Tremore…

Quando vengo presa da un’idea e devo metterla nero su bianco, mi capita sempre lo stesso fenomeno: davanti al computer ho almeno dieci “finestre” aperte, tra documenti, bozze, vecchi articoli e pagine web. Il pc stenta a stare dietro alla mia frenesia e mi tocca scrivere prima su carta una bozza di quello che ho in mente per poi trasferirlo in word, sempre Arial, sempre dimensione 11, sempre interlinea 1, sempre giustificato.
E poi…ho sempre quel tremore alle mani. Non riesco a centrare i tasti al primo tentativo, li manco per qualche millimetro, oppure vengo posseduta da una dislessia non verbale ma scritta ed ecco che al posto di scrivere veloce e in modo naturale parole come “ricerca” viene fuori “tucerxa”, e scrivendo “evidenziato” viene fuori “eivdenizaot”…con buona pace del correttore automatico che punisce la mia creatività con graffi di sangue rosso…

E che fatica csrivere anche qiesto post!

Archiviato in:Funghetti Allucinogeni, patricia, studio e lavoro

Io vorrei/non vorrei

Non so neppure se sia il caso di scrivere determinate cose visto che non ho mai reso anonima la mia identità, i miei lavori, la mia famiglia e i miei amori. 
Insomma, sono rintracciabilissima da chi mi conosce, e conoscibilissima da chi in qualche modo mi rintraccia.
E allora ho pensato che forse non dovrei pubblicare e scrivere determinate cose che coinvolgono altre persone che fanno parte della mia vita…soprattutto a livello lavorativo…ma…
Ma non posso stare zitta.
Non posso tacere.
Non sopporto le contraddizioni.
Quello che ho imparato e continuo ad imparare sul campo, grazie alle persone che chiamo “capi”, non ha prezzo, certo.
Mi servono oggi, e mi serviranno domani per i progetti che ho in mente e anche un po’ in tasca.
Sto costruendo il mio futuro.
E sono pienamente consapevole che la gavetta è dura per tutti, nessuno escluso.
Ma io, che ci sto dentro, ci leggo una contraddizione… 
Non posso lavorare, studiare e fare ricerche, cercare soluzioni per contrastare il lavoro nero quando IO sono un lavoratore in nero.
Ecco, l’ho detto.

Riflessione nata, anche, grazie a questo.

Archiviato in:bilanci, delusione, malanni, mondo, patricia, Skazzi, studio e lavoro

Sembra che non manchi nulla…

Le idee e la voglia di fare…ce l’ho.
Approvazione e bollino di “alta qualità” sul progetto…ce l’ho.
Incentivi emotivi (anche se non economici)…ce l’ho.
Ottimismo delle persone coinvolte…ce l’ho.
Odore della svolta positiva…ce l’ho.
Gli invidiosi…ce l’ho.
Mamme e papà preoccupati…ce l’ho.
Sogni astratti ben nascosti dietro azioni concrete…ce l’ho.
Voglia di misurarmi con i “grandi”…ce l’ho.
Bisogno di lavorare per qualcosa di “mio”…ce l’ho.
Maldipancia da ansia…ce l’ho.
Paura per i cambiamenti e le novità…ce ‘ho.

No.
Non manca proprio nulla.
Ci tocca mettere mano alla praticità, adesso.

……………………………………pauuuuuuuuuuuuuuuuuuura……………………………………………

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…back @ work/part 1

Part 1 perchè ho ripreso stamattina alle ore 07:58 solo il primo dei miei tre lavori.
Meno traumatico del solito. Forse perchè ancora molti clienti sono in ferie, il telefono squilla davvero di rado ed è più semplice gestire le energie. Il caldo di questi giorni mi ricorda i primi di luglio…quando le vacanze mi sembravano lontane ed il mio stress era a livelli davvero poco invidiabili.
Comunque, per essere stata un mese nell’ozio più totale, non posso lamentarmi: non ho preso chili pericolosi per l’inverno, non ho stressato amici e parenti con materiale foto/video al ritorno dalle vacanze, non ho lavoro eccessivamente arretrato e posso dire di aver ricaricato le pile.
Non c’è male.
E allora…buon lavoro a tutti quelli che hanno ripreso a lavorare…

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Nice day today

Il titolo del post lo prendo in prestito dal titolo di un quadro dedicatomi e regalatomi da un amico che non vedo da un po’.
Il fatto che questo giorno sia “nice” dipende dal suo essere venerdì e dal suo essere il mio penultimo giorno di lavoro.
Si, non ci credevo neppure io ma è così. Fino a settembre la sottoscritta non avrà altro da fare che preoccuparsi del suo cagnolino, di andare al mare, di prendere aperitivi, di dormire, di leggere i libri accumulati sul comodino in attesa di essere portati a termine, di passeggiare e di camminare l e n t a m e n t e, di godersi il panorama e di mangiare quanti più gelati entreranno nel pancino, di cercare le lucciole e sperare in una stella cadente…mamma mia, al pensiero…quasi quasi sono già stanca…

  

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Vento caldo…

La pausa sigaretta estiva non ha lo stesso sapore della pausa sigaretta invernale.

(escludo autunno e primavera perchè non si può voler tutto dalla vita!).

Avere l’aria condizionata in ufficio, seppur al minimo, ti fa credere di vivere un’estate fresca, senza sudore, senza appiccicume…poi stacchi gli occhi dal monitor, bevi un caffè…scendi le scale a chiocciola che ti separano dal “mondo fuori” e ti accorgi che tutto così fresco poi non è.
Io personalmente mi incazzo.
Cioè: lo so che fa un caldo bestia, che si boccheggia e che le temperature sono altissime, ma mi incazzo per la virtualità del mio “mondo dentro”. E non se ne parla di aprire le finestre e chiudere i robot grigi che campeggiano nell’ufficio sputando aria congelata…giammai!
Potrei rischiare la mia precaria ma pacifica convivenza con i vicini di scrivania.

Ufficio a Roma: l’opposto. Un’unica scrivania da dividere con il mio alter ego quando viene a trovarmi e due pale antidiluviane, che tengo al minimo per non rincoglionirmi le orecchie con il loro rumore, poggiate sulla pancia del computer che campeggia accanto alla finestra, le urla degli studenti di statistica e scienze politiche che salgono dalla finestra spalancata, le goccioline d’acqua che, cadendo dal piano di sopra dove invece ci sono stanze condizionate, si frantumano sul davanzale e che mi spruzzano la spalla destra, il vecchietto fuori di testa che gira all’interno della città universitaria con un megafono e la registrazione di MaiArtUillGoOn del film Titanic…e lì si che mi viene voglia di scendere e fumarmi una sana sigaretta!!!!

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Basta!

Mi sono rotta di questa situazione! Non la sopporto piùùùùùùùùùùùùù!!!!!
Ho un mal di testa assurdo per la rabbia che mi sale ogni volta che mi scontro con X per questo motivo! Io non sono di ferro! Sono una persona! E non posso lavorare 18 ore al giorno e stare a disposizione, sempre, comunque, col sorriso stampato sulla faccia!

Anche a me girano le palle! 

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…quotidianeità…

In questi giorni mi viene difficile fare tutto. Sarà il caldo, la stanchezza accumulata in un anno e mezzo di lavoro senza delle vere vacanze, o i pensieri rivolti ad alcune persone che mi circondano (e anche a me stessa…che mi circondo poco…ma mi sto proprio dentro…). Sarà…ma la notte sogno spiagge caraibiche, il mare cristallino, le serate a ballare sulla sabbia, i vestiti leggeri e bianchi, i riccioli che sanno di sale…e la spensieratezza che mi appartiene da sempre. 
Io non credo che la perdita, o il momentaneo abbandono, di questo magnifico stato mentale sia il passaggio verso l’età adulta. No. Credo solo che sia la nostra incapacità di affrontare in modo più materiale (e quindi effimero) le cose di tutti i giorni. Quando mi concentro su questo pensiero riesco a ridere dei problemi a lavoro, riesco a strizzare l’occhio alla collega acida e stronza (che secondo me sta a secco da troppo tempo! 😉 ), riesco a guardare oltre lo schermo del pc e a sognare incollata alla poltrona girevole. Per tutto il resto del tempo, no. E mi incazzo ancora di più perchè non penso prima alla caducità del quotidiano.
E mi tocca affogare tutti i dispiaceri in una coppa di vino.
Anzi…domani…facciamo due…

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