liberaMente

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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

…sa…sa…sa…prova…sa…uno…prova…

…il microfono dovrebbe funzionare a dovere…

…la mente cerca di fare selezione tra i pensieri, per trasformane solo alcuni in parole…

…stati d’animo davvero altalenanti…rabbia, tristezza, malinconia, tenerezza, gioia, skazzo, voglia di fare, voglia di non fare nulla, voglia di andare, voglia di restare, voglia di tenere, voglia di lasciare andare….

…eppure…

…eppure è Natale…

…devi dire qualcosa!

…impegnamoci…dai!

 …lucina rossa…

…”on air”…

…schiarimento di voce…

…Buonasera a tutti…(in giro si dice che…) è Natale…e…e…vorrei che queste feste (passassero subito) non finissero mai…perchè (il buonismo) la bontà che vedo circolare per ora è così (viscida) rassicurante da riuscire a farmi (sparare) sperare davvero in un mondo migliore…per questo, mi sento di augurare a tutti un Natale pieno di gioia (anche solo la verità basterebbe…), di amore (non quello per se stessi…) e di serenità (infondo vorrei solo dormire la notte!)…

…BuonNatale!

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…dedica…

In questi giorni…sto capendo, molto bene…tante cose che prima sembravano lontane anni luce dalla mia concezione di vita…basta cambiare punto di vista, e si può vedere con occhi diversi ciò che prima era in ombra…sono cambiate molte ocse nella mia vita…un cambiamento che è iniziato solo a settembre e che mi ha sconvolta…come un’onda che ti travolge, ti prende…non ti uccide, ma ti sconvolge….e ora inizio un po’ a capire cosa ho lasciato dietro di me e cosa mi sono portata attaccata alla pelle…cosa ho difeso con le unghie e con i denti.
Solo un appunto. Ho perso un amico. E me ne rendo conto…soprattutto per quello che non dice. Per la sua assenza. E mi dispiace.
Non ho saputo difenderlo con le unghie e con i denti. L’onda anomala me l’ha staccato di dosso…ma non dal cuore. Per questo manca.

Nulla è in regalo – Wislawa Szymborska

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo,
sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

E’ così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

E’ troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
Mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo
Tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare
Ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L’inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare
Dove, quando e perché Ho permesso che aprissero
Questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso
noi la chiamiamo anima.
E questa è l’unica voce
Che manchi all’inventario.

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E’ nell’aria ancora il tuo profumo dolce, caldo, morbido.
Come questa sera.
Mentre tu, non ci sei più.
E questa sera nel letto metterò qualche coperta in più perchè sennò…sennò che freddo senza averti sempre…senza averti sempre addosso…e sarà triste, lo so…ma la tristezza però, si può racchiudere dentro una canzone. Che canterò….ogni volta che avrò voglia di parlarti, di tenerti, di toccarti, di sentirti ancora mio…

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…separata alla nascita da…

Nientepopodimenochè…(e per oggi è la seconda volta che lo dico…)…da queste gnocche!!!!
Giochino divertente e carino…
Provate e fatemi sapere!!!!

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…elogio…

Me l’ha riportata alla mente una nota pubblicità che per ora passa in tv mille e mille volte al giorno…così ho ripreso il testo integrale e l’ho, con estremo piacere, riletto…come la prima volta che lo feci…mi emoziona ancora…
Lo so che non è cosa nuova…che si è sentita tante di quelle volte che davvero quasi stufa…però credo (soprattutto riguardo a discorsi recentissimi fatti in rete e non) che rinfrescare la memoria, in generale, serva a qualcosa…repetita juvant…dicevano i latini…e allora perchè non ricordare che i problemi di tutti i giorni partono proprio dall’approccio che noi adottiamo nel cercare di risolverli?
Chi di voi avrà la pazienza di leggere fino infondo, capira a cosa mi riferisco…cosa intendo con questo “elogio”…buona lettura!

.
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(Parla la Follia…)
Il nome mio lo sapete, miei cari… Quale attributo aggiungerò?
Con quale altro più nobile appellativo potrebbe la dea Follia chiamare i suoi iniziati?
Quale, se non Arcifolli?
Non il Caos, né l’Orco, né Saturno, né Giapeto, né alcun altro di questi Dèi decrepiti e fuori moda, fu mio padre, ma Pluto lui solo, [il dio della ricchezza], padre degli uomini e degli Dèi, con buona pace di Esiodo, di Omero e dello stesso Giove.
Un suo cenno, ora come sempre, mette sottosopra cielo e terra.
Il suo arbitrio decide della guerra e della pace, degli imperi, dei consigli, dei giudizi, dei comizi, dei matrimoni, dei trattati, delle alleanze, delle leggi, delle arti, delle cose scherzose e di quelle serie; da lui dipendono tutti gli affari pubblici e privati degli uomini.
E non mi generò nell’uggioso vincolo del matrimonio – in cui nacque il famoso fabbro zoppo – ma, ed è molto più dolce, in un amplesso d’amore, come dice il nostro Omero.
(…)
lnnanzitutto, che cosa può esserci di più dolce e prezioso della vita?
(…)
E’ forse con la testa, col volto, col cuore, con la mano, con l’orecchio (parti considerate tutte oneste) che si generano gli Dèi e gli uomini? No davvero!
Propagatrice del genere umano è quella parte così assurda e ridicola che non si può neppure nominare senza ridere.
E, ditemi, quale uomo o donna vorrebbero porgere il collo al capestro del matrimonio se prima, secondo la consuetudine di codesti saggi, ne considerasse gli svantaggi?
E che cos’è poi questa vita? e se le togli il piacere, si può ancora chiamarla vita? Avete applaudito!
Ditemi, per Giove, quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso, senza il piacere, e cioè senza un pizzico di follia?
E di questo è degno testimone il non mai abbastanza lodato Sofocle con quelle sue splendide parole di elogio per me:
“Dolcissima è la vita nella completa assenza di senno”.
E, tanto per cominciare, chi non sa che la prima età dell’uomo è per tutti di gran lunga la più lieta e gradevole?
Ma che cosa hanno i bambini per indurci a baciarli, ad abbracciarli, a vezzeggiarli tanto, sì che persino il nemico presta loro soccorso?
Che cosa, se non la grazia che viene dalla mancanza di senno, quella grazia che la provvida natura s’industria d’infondere nei neonati perché con una sorta di piacevole compenso possano addolcire le fatiche di chi li alleva e conciliarsi la simpatia di chi deve proteggerli?
(…)
E’ per merito mio che i giovani sono così privi di senno; è per questo che sono sempre di buon umore.
Mentirei, tuttavia, se non ammettessi che appena sono un po’ cresciuti, e con l’esperienza e l’educazione cominciano ad acquistare una certa maturità, subito sfiorisce la loro bellezza, s’illanguidisce la loro alacrità, s’inaridisce la loro attrattiva, vien meno il loro vigore.
Quanto più si allontanano da me, tanto meno vivono, finché non sopraggiunge la gravosa vecchiaia, la molesta vecchiaia, odiosa non solo agli altri, ma anche a se stessa.
Nessuno dei mortali riuscirebbe a sopportarla se, ancora una volta, impietosita da tanto soffrire non venissi in aiuto io, e, a quel modo che gli Dèi della fiaba di solito soccorrono con qualche metamorfosi chi è sul punto di perire, anch’io, per quanto è possibile, non riportassi all’infanzia quanti sono prossimi alla tomba, onde il volgo, non senza fondamento, usa chiamarli rimbambiti.
Se poi qualcuno vuol sapere come opero questa trasformazione, neppure su questo farò misteri.
Conduco i vecchi alla fonte della mia ninfa Lete, che sgorga nelle Isole Fortunate – il Lete che scorre agli Inferi è solo un esile ruscello.
Lì, bevute a grandi sorsi le acque dell’oblio, un poco alla volta, dissipati gli affanni, torneranno bambini.
Ma delirano ormai, non ragionano più! Certo.
E’ proprio questo che significa tornare fanciulli. Forse che essere fanciulli non significa delirare e non avere senno?
E non è proprio questo, il non aver senno, che più piace di quella età?
Chi non vivrebbe come mostro un bambino con la saggezza di un uomo?
Lo conferma il diffuso proverbio: “Odio il bambino di precoce saggezza”.
E chi, d’altra parte, vorrebbe rapporti e legami di familiarità con un vecchio che alla lunga esperienza di vita unisse pari forza d’animo e acutezza di giudizio?
Io restituisco il medesimo uomo al periodo migliore della vita, al più felice.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, e vivessero sempre sotto la mia insegna, la vecchiaia neppure ci sarebbe, e godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia.
(…)
Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione…
Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni.
Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l’ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso, che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre.
Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.
Tuttavia, poiché l’uomo, nato per far fronte agli affari, doveva ricevere in dote un po’ più di un’oncia di ragione, Giove, per provvedere debitamente, mi convocò perché lo consigliassi, come su tutto il resto, anche a questo proposito; e il mio pronto consiglio fu degno di me: affiancare all’uomo la donna, animale, sì, stolto e sciocco, ma deliziosamente spassoso, che nella convivenza addolcisce con un pizzico di follia la malinconica gravità del temperamento maschile.
(…)
C’è forse qualche altro motivo che le faccia apprezzare dagli uomini più della follia? Che cosa mai non concedono gli uomini alle donne?
Ma in cambio di che, se non del piacere? E il diletto da nient’altro viene se non dalla loro follia.
Che questo sia vero non si può negare solo che si pensi a tutte le sciocchezze che un uomo dice quando parla con una donna, a tutte le stupidaggini che fa ogni volta che si mette in testa di ottenerne i favori. Ecco da che fonte sgorga il primo e principale diletto della vita.
Dio immortale, quanti divorzi, o fatti anche peggiori dei divorzi, non si avrebbero dappertutto, se la domestica convivenza del marito con la moglie non si rafforzasse nutrendosi di adulazioni, di scherzi, d’indulgenza, di errori, di dissimulazioni, tutte cose che appartengono al mio seguito.
Quanto matrimoni ci sarebbero, se il fidanzato saggiamente s’informasse dei passatempi a cui già molto prima delle nozze si dedicava la sua verginella così delicata e pudica in apparenza.
E, a celebrazione avvenuta, quanti ne durerebbero, se tante imprese delle mogli non rimanessero ignorate per la negligenza e la sciocchezza dei mariti!
E anche questo, a buon diritto, è da attribuirsi alla Follia, a cui si deve se il marito ama la moglie e la moglie il marito, se in casa regna la pace, se il vincolo dura.
(…)
In primo luogo, è pacifico che tutte le passioni rientrano nella sfera della follia: ciò che distingue il savio dal pazzo è che questi si fa guidare dalle passioni, mentre il primo ha per guida la ragione.
Perciò gli stoici spogliano il sapiente di tutte le passioni come fossero delle malattie.
Ma così facendo distrugge anche l’uomo e crea al suo posto un Dio di nuovo genere, che non è mai esistito e non esisterà mai; anzi, per parlare ancora più chiaro, scolpisce la statua di un uomo di marmo, privo d’intelligenza e di qualunque sentimento umano.
(…)

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Io ho deciso…non mi resta altro da fare…soprattutto perchè vivo in un mondo che ha davvero poco a che fare con la razionalità…e voi?

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…settimana di Natale…

Sono tornata dalla Toscana ieri mattina…e mi sono fermata a Roma per lavoro..praticamente sono tornata a casa alle undici…con un treno freddo e gelido che portava il suo solito ritardo…comunque sono arrivata.

(parentesi incomprensibile ma necessaria per il mio outing) 

Ho passato il Natale (un finto Natale…sostitutivo di quello vero!) a chiacchierare, ascoltare musica, a promettere molte cose difficili, a strappare promesse difficili, a fotografare con gli occhi quello che dovrò ricordare per tutto l’inverno, e non mi riferisco ad immagini concrete…ma a gesti, parole, intenzioni. “Questa volta è tutto diverso”…ed è vero…è più dura del solito.

Questa sera si torna nella capitle, per il brindisi di facoltà, che il preside ha voluto offrire a docenti e collaboratori per il saluto natalizio..e poi noi della cattedra…tutti a cena fuori…idea carina, soprattutto quella di non scambiarci regali, sciegliendo una serata un po’ “altroconsumo”, che vista la miseria che ancora regna sul mio conto, non fa mai male…

PS…ah, la tecnologia…che invenzione!!! Ho scoperto di avere tra i miei lettori…nientepopodimenoche….I MIEI GENITORI!!!!!

 Ciao mamma, ciao papà!!!!!!!!!!!Bacini

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Regali di Natale…

Idee chiare…e pochi soldi in tasca…ogni anno il solito problema. Cioè…so cosa regalare a chi, ma mi ci vorrebbe un mutuo…e in più, sono alle strette, perchè come ogni anno non ho provveduto a scaglionare i regali e ora, nel giro di pochissimi giorni, ne devo fare una ventina, tutti insieme, inserendomi nella caotica girandola di traffico, folla ed esaurimento che è di norma in questo periodo…..AIUTOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Intanto…se tutto va  bene (in questo periodo ho sempre dubbi sulla mia fortuna!!!)…sabato mi travesto da Babbo Natale…(!!!)…per una giusta causa (niente lacrimucce…non ho detto nobile…non andrò dagli ultimi della terra a dispensare doni!)…far nascere un sorriso, dopo giorni di litigi stupidi…nati per coprire la verità…la tristezza del trascorrere lontani questi giorni di festa…

Riprendo a lavorare.

Soprattutto per non pensare.

Soprattutto per distrarmi. 

Soprattutto perchè sennò mi licenziano.

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…sul treno…

Ieri mattina, treno Livorno Centrale – Roma Termini.
Con me avevo un libro, come al solito.
E come al solito, sbirciavo nei libri dei miei vicini…(che sono come l’erba del vicino…!) al solo scopo di prendere altri spunti, altri nomi e visi da collezionare (a volte sbircio anche solo per dimostare a me stessa quanto sia diventata brava a farlo senza farmi notare…so leggere anche al contrario!!!!)…
Comunque, tornando ai libri dei vicini. Un signore davvero molto anziano aveva tra le mani un libro, la copertina non mi ha attirata particolarmente, ma non riesco a descrivere il suo volto mentre lo leggeva…e giuro che non era sotto sonnifero o addormentato dal ciuf-ciuf del treno…era proprio preso da quelle parole…proprio coinvolto corpo e mente da quello che l’autore aveva da dirgli…il signore in questione non ha staccato gli occhi dal libro finchè una volta arrivati alle porte di Roma, con un sospiro (non di sollievo, ma di fastidio quasi), lo ha riposto con tutta la cura possibile nella sua valigia blu elettrico.
Stamattina…dovevo assolutamente sapere di più di quell’autore.
Sorpresa.

“Anais Nin – Il delta di Venere”

Ecco, per farvi capire il motivo della mia sopresa, un pezzo del libro che l’anziano signore leggeva con tanta attenzione….

“Elena non poteva guardarlo come la guardava lui, perché aveva gli occhi offuscati dalla violenza delle sensazioni. Quando lo guardava si sentiva attratta magneticamente verso di lui, costretta a toccare la sua carne, con la bocca o con le mani, o con tutto il corpo. Gli si strofinava contro con tutto il corpo, con una sensualità animalesca, godendo dell’attrito. Poi giacque sul fianco toccandogli la bocca, come se la stesse modellando e rimodellando, come una cieca che vuol scoprire il taglio delle labbra, del naso, degli occhi, per accertarne la forma, per sentirne la pelle, che vuol scoprire la lunghezza e il volume dei capelli, la loro attaccatura dietro alle orecchie. Le sue dita lo toccavano leggere, poi divenivano frenetiche, premevano a fondo nella carne, fin quasi a fargli male, come per assicurarsi con violenza della sua realtà. Queste erano le sensazioni esterne dei corpi che si scoprivano a vicenda. Dopo tanto toccarsi, erano come dei drogati. I loro gesti erano lenti e sognanti, le loro mani pesanti. La bocca di lui sempre dischiusa. Quanto miele fluiva dal corpo di lei…”

Grande nonnetto…grande…

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…martedì…12 dicembre…

Eccomi di nuovo nella mia postazione ciociara…sono tornata ieri sera da Roma, stanca…ma soddisfatta…le due tesiste che ho seguito (non senza difficoltà) si sono laureate ed è andato tutto davvero bene…nonostante l’aspra predisposizione del presidente della Commissione…

Fine settimana a Livorno andato alla grande…(per fortuna o purtroppo?)…serate tranquille..il tempo è stato bruttissimo, ma si sà…se stai bene dentro, non c’è temporale che tenga…ho portato anche tracce di ciociaria in quel della Toscana…l’Enoteca “Forte San Pietro” (condotta dalle menti diaboliche di Ale&Dario), ha ricevuto due belle bocce di Passerina del Frusinate e di Cesanese del Piglio…dovrò pure difendere i prodotti tipici di casa mia,no???

Ho ricevuto il primo regalo di Natale!!!! E giuro…è così originale…signora Nadia e consorte, hanno ben pensato che per il primo Natale da “regina della casa” (specificando senza gas!!!) avrei potuto aver bisogno di una grattugia….e così mi ritrovo un cono di metallo bucherellato…trasformato nientemeno nella gonna di una splendida regina, con tanto di corona e scettro!!!! Devo fotografarla, così non rende affatto!!!!

Partire non è stato semplice questa volta…no…e ancora più difficile è stato tornare qui. Con la consapevolezza della mancanza. Del vuoto. Del bisogno. Della paura.

Voglio andare a “casa”…la “casa” dov’è?…la “casa” è il posto dove posso stare in pace… 

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…saluti…

Fine settimana fuori porta…come altri migliaia di italiani…solo che io avrei preferito stare a casa…nuova…tutto da sistemare, un casino tra i piedi, ma almeno felice di essere riuscita a coronare un sogno….e invece no…magari confesserò tutto quello che sta succedendo la prossima settima…ma devo starci attenta….si parla di tribunali e di denunce…e non posso rischiare…solo che la burocrazia italiana fa sempre più schifo e non se ne esce neppure se hai ragione da fare schifo…

Bene…domattina si parte…ancora Toscana, ancora cenette (le ultime per quest’anno), ancora faccia a faccia…dopodichè mi sentirete a tratti malinconica, poi passerò alla tristezza, e in fine approderò direttamente nella paranoia più totale…e spero che i problemi a casa si risolvano così almeno avrò da fare e penserò di meno.

Cerco di leggere quello che scrivo…ma niente da fare…non ha senso compiuto, quindi è megli staccare qui e riassumere, per quei pochi che ci tengono a saperlo, che fine farò in questi giorni:
-domattina parto per Livorno
-sabato&domenica “out-of-the-world”
-lunedì, in ghingheri per la laurea delle mie prime due tesiste, a Roma.

Ecco. Fatto.

Baci…e buona preparazione dell’albero di Natale….alla faccia mia. Che sogno quel momento da un anno.

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…wouldn’t it be nice if we were older…

Ieri sera, per la centesima volta, ho rivisto uno di quei film, grandiosi che riescono a farmi sorridere e commuovere contemporaneamente….ogni tanto mi parte la vena iper romantica, che ci posso fare?!?!?!

Era la serata adatta per lasciarmi andare a svenimenti sentimentali del tipo testa sul cuscino a cuore, orsetto della mia età sotto il braccio, divano, copertina di morbido pile con le nuvolette disegnate , camomilla doppia che rincoglionisce pure i sassi, voglia di coccole a livelli di crisi di astinenza, lacrimuccia che scivola silenziosa regolarmente in una precisa scena del film….e vai con i Beach Boys!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Wouldn’t it be nice if we were older, then we wouldn’t have to wait so long?

And wouldn’t it be nice to live together, in the kind of world where we belong?

You know its gonna make it that much better, when we can say goodnight and stay together!

Wouldn’it be nice if we could wake up, in the morning when the day is new?

And after having spent the day together hold each other close the whole night through!

Happy times together we’ve been spending…I wish that every kiss was neverending…wouldn’t it be nice?

Maybe if we think, and wish, and hope, and pray it might come true…baby then there wouldn’t be a single thing we couldn’t do…we could be married…and then we’d be happy!Wouldn’t it be nice…?

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E se…poi pochi istanti prima di chiudere gli occhi…ti viene fatta una promessa (di quelle che o non si fanno, o se si fanno….uhm…che paura)….embè…come la mettiamo?!?!?!?!

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Problemi…2…

Io stento a credere a tutto ciò..possibile che da qualche tempo la sfiga, il fato, il destino, chiamatelo come volete…non mi lasci il tempo di riprendere fiato?

Ieri tutti i problemi con la Società Concessionaria per il gas…che continuano anche oggi…ma per una sorta di mio periodo zen…accetto col sorriso e vado avanti…

Oggi…bhè…chiaro che non potendo più attaccare nessun settore della mia vita…la sfiga…ha ripreso il giro…ricominciando a crearmi problemi sul lavoro…come?

Entro fine dicembre…devo consegnare le bozze di due libri, urgenti perciò (visto che per i cristiani di tutto il mondo dicembre ha solo 23 giorni utili e non 31 come tutti i calendari atei!!!)…ai quali sto lavorando, col computer of course, da diversi mesi…con passione, sudore, fatica, estenuanti ricerche di materiale e quant’altro necessario affinchè venga fuori un lavoro minimamente decoroso….ma….

ma….

Questa mattina, vado a cercare i documenti salvati ripetutamente nella mia cartellina sul desktop…e…sorpresa…NON C’E’ PIU’ NIENTEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
E vai…..un virus pare se la sia presa solo con la mia cartellina benedetta…cancellando del tutto i file relativi alle pubblicazioni che stavo minuziosamente preparando e danneggiando tutto il materiale raccolto in questi mesi….

Ahahahaha…(risata isterica)….

Periodo zen…quindi…col sorriso sulle labbra lo comunico a tutte le persone presenti nel mio ufficio…e tutti si sorprendono della reazione a dir poco apprezzabile ed encomiabile….

“Si…credo che se è successo devo prenderlo come un segno…forse era venuto male…e devo rifarlo meglio…un’occasione per migliorami…”….ho detto a parenti e colleghi, increduli….

Si……………………………….ma se qualcuno mi rivolge la parola oggi sono una ienaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Problemi…

E sembra una congiura…ogni giorno qualcosa di nuovo che ritarda il mio trasferimento nella mia nuova casa…ma perchè, mi domando????

Prima erano i mobili che non arrivavano, poi il tempo avverso che non mi permetteva di rimetterla a nuovo, ora…il gas!

Ore passate al telefono a cercare di farmi dare spiegazioni per lo smarrimento della pratica relativa alla mia utenza…ho parlato con circa 20 operatori telefonici (tra nazionali e provinciali) che di volta in volta aggiungevano il loro personalissimo contributo alla questione…documenti che sembrano necessari e che poi si rivelano superficiali, altri che compaiono solo nelle ultime telefonate, indirizzi che si contraddicono e che risultano introvabili, e poi anche l’estrema acidità di coloro che messi in un ufficio di relazioni con il pubblico, si trovano solo a volerlo bruciare quel pubblico, che con ogni mezzo dato dall’educazione (e dalla pazienza acquisita) possibile, cerca di trovare il bandolo di una matassa, che alla fine ti porta sempre nello stesso punto: un infinito buco nero che risucchia informazioni, dati, pratiche e ogni logica e che sta per trasformare un sogno, in un incubo!!!

Ma non era meglio quando stavamo peggio….?

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Eccola!!!!

Tornata in modo (semi)definitivo dal corso di Grosseto….bella esperienza…travagliata, ma bella ed interessante!

Tornata a lavoro, alle mille cose a cui pensare.

Tornata a sistemare casa.

Tornata al freddo di Frosinone.

Tornata al caldo della mia famiglia.

Tornata al telefono e non al faccia a faccia…

Tornata qui, in questo spazio.

Tornata a scrivere (e di questo sono felice).

Tornata a leggere….ho comprato il cofanetto di Herman Hesse…al quale aggiungerò ogni settimana tutti gli altri…quanto sono chic con la copertina nera!!!!

Tornata….infondo, non si parte mai definitivamente…

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