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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

…I’m shacking up…

Se mi chiedessero di mettere nero su bianco tutto quello che ho dentro, come in un tema poco creativo delle scuole medie, entrerei in crisi. Non tanto per un improvviso congelamento delle dita visto il freddo che ho in questo momento, quanto per un’impossibilità, consapevole o meno, di  sospendere un pensiero per renderlo fermo ed esplicabile. Da quando vivo questo mio nuovo stato civile, peraltro non riconosciuto dagli dèi pagani, religiosi e civili, ho una marea di cose a cui pensare, da fare, da disfare ecc, ecc. La sensazione più bella è stata quella di ieri sera, tornati dal fine settimana dai suoi, dai quali è stato difficile staccarci, rientrando in casa e pensando di stare ancora un po’ male per l’arrivederci, ci siamo guardati e abbiamo capito per la prima volta che eravamo tornati a casanostra: si, tutto d’un fiato che rende meglio. Sta crescendo lentamente, prende forma e colore, assume i nostri tratti, con i suoi faretti e le mie stoffe, con i suoi incastri e le mie sovrapposizioni. Ci manca il viaggio all’Ikea e il quadro è completo. E l’albero. Lo faremo al risparmio questo Natale, ma l’albero non mancherà. Lo dicevo io che dovevo conservarlo tutto quel polistirolo dei mobili…i pacchetti che attaccherò insieme alle palline e alle luci saranno a costo zero ed effetto assicurato…

 

Passando alla mia vita fuori dall’alcova, ho rivisto Alessia finalmente dopo un sacco di tempo (e Pietro che non crede che quello che scrivo è anche per tenere aggiornata lei). E poi ho sentito Antonella, rivisto Flavia, Mariangela e Marta, rivisto Spiro, appreso di cambiamenti, novità nella vita di tutti, praticamente. E vorrei sentire altre persone che non sento da tempo, chiedere morbosamente di tutto quello che è stato dopo quel distratto e poco convinto cisentiamopresto di circostanza, di quello che è ora, avrei voglia di chiedere come stai? stavolta convinta e attenta alle inflessioni meno visibili della voce. Una alla volta le chiamerò queste persone. E magari tra un vaffa e un ciao smorzato tra i denti, qualcuno contento di risentirmi nonostante tutto, ci sarà…

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Archiviato in:partenze e ritorni, patricia, reflection

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