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Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

mezzanottetrediciminuti

Vi risparmio le paranoie intorno al numero tredici (che per me rappresenta una persecuzione…io e Jung passeggiamo insieme quando non abbiamo niente da fare…). Ho appena finito di lavorare, di catalogare, di leggere, di studiare, di scrivere, di rispondere. E ora, almeno in teoria dovrei andare a dormire, visto il sonno che ho.
Mia nonna, quando la rimproveravo perchè secondo me dormiva troppo poco, mi diceva sempre che per riposare aveva tutta l’eternità. Vedeva lontano lei…

Alla fine, ieri notte, ho dormito. Poco, ma ho dormito.
Stamattina appena sveglia con la faccia stropicciata per la lotta con gli incubi e i primi caldi, ho faticato a darmi un nome nello specchio del bagno. Sembravo la medusa delle storie della mitologia….(santi phon e spazzola).

Forse sto riprendendo piano piano a cantare…da oggi, Gabriella Ferri mi accompagna….

“Ognuno è un cantastoria, tante facce nella memoria, tanto di tutto tanto di niente…le parole di tanta gente.
Tanto buio tanto colore, tanta noia tanto amore, tante sciocchezze tante passioni, tanto silenzio tante canzoni.

Anche tu così presente, così solo nella mia mente, tu che sempre mi amerai, tu che giuri e giuro anch’io, anche tu amore mio, così certo e così bello…Anche tu diventerai, come un vecchio ritornello, che nessuno canta più.”

mezzanotteventitreminuti

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Archiviato in:patricia, poesia

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