liberaMente

Icona

Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.

…è notte alta e sono sveglia…

…questa notte…ore 04:35….

"Piove! Entra dentro!"

"No!"

E imperterrita sotto la pioggia battente continuava a bagnarsi, spalle alla porta e incurante delle urla di sua madre.

"Ti ho detto entra! Così ti ammali!"

"No!"

"Ma cosa concludi, così, bagnandoti?!?!"

"Quello che ci guadagna la pioggia a cadere:….niente! Eppure piove!"

Sua madre sospirò per l'ennesima volta, e con un altro dei suoi gesti di rinuncia, lasciò perdere quella figlia così "strana", come proprio lei la definiva. Solo che questa volta non era successo niente. Non una discussione, non un litigio, niente per farla reagire in questo modo. Semplicemente erano in casa, quasi si ignoravano. La pioggia è iniziata fragorosamente. Lei ha guardato fuori dalla finestra, e con un solo balzo ha raggiunto la porta uscendo di corsa, provocando lo sgomento di sua madre. E ora era lì, sotto quel temporale estivo, travolgente. Voleva capire. Capire perchè quella maledetta pioggia stava cadendo anche se non le entrava niente in tasca…..Conveniva ai fiori. Alla terra. Alla gente accaldata. Ma alla pioggia proprio no. Si sforzava di trovare un motivo. Uno solo. Ma non ci riusciva. Quelle gocce che si schiantavano sul suolo…non era doloroso? Non era meglio starsene tra le nuvole?

Mezz'ora. Ci volle mezz'ora perchè potesse darsi una risposta. No, non era meglio starsene tra le nuvole. Quel cadere, quel viaggio tra le nuvole, dentro il cielo, sfiorando le altre gocce..disperdendosi…quel cadere, valeva lo schianto. Quel viaggio non aveva bisogno di un perchè. Era tutto lì. E rientrò in casa.

Aveva sedici anni. E altrettanti se ne sentiva addosso: nè uno di più, nè uno di meno. Ma agli altri sembrava sempre più grande di quanto era realmente. Tante le definizioni incontrate e incollate addosso in quei pochi anni di vita: strana, particolarmente matura per la sua età, estroversa, curiosa, e altre. Forse molto più strambe di queste. In realtà nessuno aveva ancora capito. Avevano scambiato per semplice curiosità la sua sete di persone. Avevano scambiato per stranezza il suo comportamento non finto e non costruito. Perchè lei era così: nessun freno alle domande…e per grande rammarico dei suoi genitori…nessun freno alle risposte. Secondo loro diceva sempre tutto, troppo. E poi la gente poteva anche non capire, chissà cosa pensare e poi ridire…la gente. A lei poco importava, davvero. E non perchè fosse dotata di un grande spirito di contraddizione verso gli altri, ma piuttosto perchè chiedeva solo quello che poteva dare: verità.

Annunci

Archiviato in:Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: