…è la tua risposta definitiva?

Marzo 4, 2008 at 4:47 pm | In Funghetti Allucinogeni, bilanci, reflection, tengo familia |

Il momento preciso del giorno esatto in cui tua madre, per la prima volta, ti chiede sei felice, ti senti schiacciata ad un muro con una decina di fucili puntati sulle tempie. La prima reazione è quella di pensare al perché te l’abbia fatta proprio quella domanda. Tua madre che per non essersi posta il problema qualche anno fa, è stata capace di mettere in primo piano i suoi affetti alla tua felicità. Sembro triste? Insoddisfatta? E mentre contempli queste ipotesi ti immagini in mezzo alla gente, con gli occhi degli altri. Come sembrerò alle persone che mi circondano? Le occhiaie delle notti insonni vengono interpretate male? I chili persi vengono tradotti in infelicità? Le risate hanno un ché di isterico anziché di rilassato? E mentre giri il film della tua vita semi sociale pensi a come dovrebbe essere una persona felice, allora. Quale sano aspetto da pubblicità mielosa si confà ad una persona felice? Quali colori indossa per raccontare al mondo quanto bene le va la vita? E nel frattempo dai uno sguardo alla tua figura dall’alto al basso. Capelli: neri. Occhi: neri. Maglia: nera. Gonna: nera. Calze: nere. E non mettere la scusa degli stivali che sono marroni perché mica regge. Decisamente il colore oggi non aiuta. Passiamo all’umore allora: nero. Ma è davvero da queste cose che si distingue una persona felice da una infelice? Cos’altro posso prendere in considerazione per tastare il grado della mia felicità. Se canti, sei felice? O sei solo scemo? O cerchi solo distrazione? Se resti in silenzio per la maggior parte della giornata, sei infelice? O cerchi di concentrarti? O pensi a qualcosa di talmente piacevole che col cavolo che ce lo racconti?
Ci penso su. Lei è ancora li che aspetta una risposta. Che faccio? Contrattacco aggirando l’ostacolo e chiedendo perché me lo chiedi con l’aria più innocente del mondo? No. Con lei non reggerebbe. E allora dico la verità. Si. Si, mamma, sono felice. Nonostante i problemi, nonostante i pensieri, nonostante le paure e le preoccupazioni che ho intorno, io sono felice. Anche se oggi vesto di nero, magari non parlo e non sorrido. Anche se non mi spiego il perché di questa domanda.  

11 Commenti »

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  1. yesssss……….

    Commento di stefigno — Marzo 4, 2008 #

  2. Forse voleva solo sapere se aveva fatto bene il suo lavoro di madre con te, forse voleva sapere se poteva considerare conclusa la sua missione… :shock:

    Io avrei tremato, al posto tuo.

    Un abbraccio oltre :-)

    Commento di Alberto — Marzo 5, 2008 #

  3. ah ah ah ah
    m’hai fatto taglia’ !!!!
    cmq capita anche a me…credo che ci sia sempre una prima volta in cui un genitore ti guarda negli occhi e ti fa una domanda così personale che non ti aspetteresti mai - ma credo che abbiano tutto il diritto di voler sapere certe cose…

    Commento di gioiart — Marzo 5, 2008 #

  4. Mio padre me l’ha chiesto direttamente qualche volta ma sentivo questa domanda su di me nei suoi occhi ogni giorno.

    Quando me lo chiedeva io mi sentivo carica di una responsabilità troppo grande.

    Un genitore spera con tutte le sue forze che suo figlio sia felice, ma se fa una domanda del genere evidentemente se lo aspetta che la risposta sia “no”.

    Commento di brigidafraioli — Marzo 5, 2008 #

  5. a me per raggiungere la felicità manca ancora qualche cosa…la mia risposta è si…ma la mia felicità non è ancora completa…è un pò come quando fai un download…diciamo che sto intorno all’80%…manca poco

    Commento di evacontroeva — Marzo 6, 2008 #

  6. la felicità dei figli è tutto per un genitore…capisco tua madre, fallo anche tu.
    buon fine settimana gioia

    Commento di newyorker — Marzo 7, 2008 #

  7. Oggi voglio regalarti una chicca, un po’ OFF TOPIC, ma abbacinante… ;-)

    “Al centro della stanza c’erano due enormi scatole di cartone, con cui si sarebbero potuti imballare due congelatori.
    Su quella di sinistra, nella grafia della Perfezionista, c’era scritto AMICIZIA. Su quella di destra, con la stessa grafia, c’era scritto AMORE. Non c’erano altri oggetti nella stanza.
    Tom guardò la Perfezionista. La Perfezionista ricambiò lo sguardo. Tom si girò verso le scatole e poi di nuovo verso la Perfezionista.
    Si grattò la testa.
    - Allora? - chiese la Perfezionista.
    Tom la guardò, poi spostò gli occhi sulle scatole e infine di nuovo su di lei. Ancora non capiva.
    - Quale scegli? - chiese lei. E con un gesto suggerì che doveva entrare in una delle scatole.
    Tom si inoltrò nella stanza fermandosi in mezzo alle due scatole. Guardò quella con la parola AMORE e poi quella con la parola AMICIZIA. Non gli ci volle molto a decidere. Si avvicinò risolutamente alla scatola con la parola AMICIZIA. L’afferrò, la sollevò e la inserì nell’altra. Poi si voltò, prese in braccio la Perfezionista e l’adagiò dentro le scatole. Infine ci saltò dentro anche lui. Al mattino delle due scatole non rimaneva molto.”
    [...]

    [Andy Kaufman - "Tutti i miei amici sono supereroi"]

    Un abbraccio ManOnTheMoon :-)

    Commento di Alberto — Marzo 7, 2008 #

  8. ci stai trascurando….

    Commento di newyorker — Marzo 10, 2008 #

  9. credo che la preoccupazione della mamma sia normale. forse aspettava da te una conferma e l’ha avuta. E tu continua così

    Commento di enrico — Marzo 11, 2008 #

  10. che bellezza…sii felice cara…per più tempo che riesci!!!

    Commento di fede — Marzo 11, 2008 #

  11. si capisce di essere stati felici o meno in un certo periodo, solo dopo, quando siamo abbastanza lontani che guardiamo a quel periodo e ormai è solo un ricordo (almeno secondo me eh)

    Commento di clematisrose — Marzo 19, 2008 #

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